Si moltiplicano le dichiarazioni critiche dei Sindaci nei confronti della spending review. “Mi auguro che il Parlamento si dimostri più sensibile rispetto alle esigenze delle autonomie locali”. Commenta il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, riferendosi agli effetti sugli enti locali dei tagli indotti dal decreto governativo. “Tutti i Sindaci - ha proseguito - si sono mobilitati contro questa pratica inaccettabile. Non si può chiedere ai Comuni con l'Imu di fare gli esattori e poi tagliare i trasferimenti.
Significa far collassare forse l'unico livello di rappresentanza democratica rimasta, condannando a morte i Comuni. Questa politica che continua a penalizzare gli enti locali, ed i Comuni in modo particolare, è inaccettabile. Lo è innanzitutto dal punto di vista della sostenibilità economico-sociale perchè ha ormai degli effetti pesantemente negativi sia sui servizi che sugli investimenti”. Sull’argomento si pronuncia anche il Sindaco di Genova, Marco Doria, che si dice “assolutamente d'accordo con la posizione assunta dall'ufficio di presidenza dell'Anci” che ha deciso di manifestare la propria contrarietà al decreto sulla spending review il prossimo 24 luglio davanti a Palazzo Madama. A parere di Doria, l'approccio scelto dal governo è inaccettabile perchè “indebolisce soggetti come i Comuni che sono centri di spesa, in quanto erogatori di servizi e realizzatori di opere pubbliche e di investimenti.
Quindi debilitarli, o metterli in ginocchio, significa colpire non solo i servizi ai cittadini, ma anche gli investimenti per i territori”. Secondo il sindaco di Genova c'è un altro punto per cui questa politica contraria agli enti locali non è tollerabile: “I Comuni sono, e lo dico in base all'esperienza che sto facendo, il livello istituzionale più a contatto con i cittadini. Sono un formidabile elemento di tenuta democratica ed indebolirli significa minare un anello fondamentale del sistema |