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vincenti
1029 Posts |
Scritto - 01/08/2012 : 20:36:49
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Sempre più Comuni costretti a ‘sforare’ i limiti del patto di stabilità: lo dicono i dati del censimento ufficiale del Viminale pubblicati ieri sulla Gazzetta ufficiale, secondo cui nel 2011 sono stati 119, cioè 2,5 volte di più rispetto ai 48 contati nel 2010. Per loro, oltre che per la provincia di Vibo Valentia, è in arrivo una sanzione da 90 milioni da ‘scontare’ con un taglio al fondo sperimentale di riequilibrio.
Il fenomeno degli sforamenti– riporta il Sole 24 Ore di oggi - è più diffuso al Sud (63% dei casi), ma le sanzioni più pesanti riguardano il Nord soprattutto per la presenza fra gli enti ‘fuori Patto’ del Comune di Torino, che avrà una sforbiciata da 38,4 milioni. Comunque, rispetto all'anno scorso, sono sempre più i Comuni capoluogo a comparire nella ‘black list’ del ministero, dove figurano tra gli altri Messina, Catanzaro e Trapani.
Un caso limite è quello del Comune di Alessandria, che nelle scorse settimane ha dovuto dichiarare il dissesto finanziario per un extradebito di 94 milioni, maturato nelle gestioni degli anni precedenti. Il municipio piemontese non soltanto verrà sanzionato per poco più di 3 milioni, ma dovrà restituire al bilancio dello Stato alcune entrate aggiuntive, visto che l’assegno ricevuto con i trasferimenti statali vale qualcosa meno di 2,8 milioni |
g.vincenti |
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85st
648 Posts |
Scritto - 02/08/2012 : 14:24:52
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Ammonta a oltre 90 milioni di euro la penale che dovranno pagare i 120 enti Locali che nel 2011 non hanno (o non hanno potuto) rispettare il Patto di stabilità interno. E’ quanto si evince dal decreto del Ministero dell’interno pubblicato dalla Gazzetta ufficiale del 31 luglio. Entrando nel merito, sono 101 i Comuni (e una Provincia -Vibo) ad autodichiarare lo sforamento, per gli altri 18 Comuni è scattata la presunzione di colpevolezza, non avendo provveduto ad inviare la prescritta certificazione al Mef nei tempi stabiliti.
Per tutti i 120 enti sono previste identiche sanzioni: taglio del fondo sperimentale di riequilibrio, blocco totale delle assunzioni, divieto assoluto di indebitamento, tetto agli impegni correnti e taglio del 30% delle indennità degli amministratori. La sanzione più pesante la subisce il Comune di Torino con 38,3 milioni, seguono Messina con 7 milioni, Alessandria 3 milioni, Catanzaro con 2,7 milioni, Trapani con 2,4 milioni. La situazione di Torino non può essere considerata una novità, dal momento che il neo-sindaco Piero Fassino, già a fine dicembre 2011 aveva anticipato: "Per rispettare tutti gli impegni presi abbiamo assunto la decisione di non rispettare il tetto del Patto di stabilità. In questo modo non abbiamo dovuto tagliare 120 milioni di euro sui servizi ai cittadini e dilazionare il pagamento di servizi per 220 milioni”. Fassino aveva anche precisato che "Torino ha lo stesso indebitamento di Catania. Ma qui abbiamo costruito la metropolitana, il termovalorizzatore e il passante ferroviario.
Il Patto di stabilità non tiene conto di queste differenze". Inoltre, secondo il Sindaco, "il Patto computa nelle spese anche ciò che un Comune sborsa in settori di competenza esclusiva dello Stato, come il sostegno al sistema giudiziario e ai servizi pubblici. Per Torino si tratta di 180 milioni di euro". Ricordiamo che attualmente gli enti Locali soggetti al Patto di stabilità sono 2.370, ma dal 2013 saranno inclusi altri 3.800 Comuni (da 5.000 a 1.000 abitanti); in questa situazione si rischia davvero il dramma collettivo. |
Valeriana |
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