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Scritto - 24/07/2012 :  18:41:36  Vedi il profilo  Modifica il topic  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella il topic
Un incontro andato "malissimo". E adesso alle porte c'e' il rischio "di un pesante conflitto istituzionale e politico, anche nei confronti delle nostre forze politiche di riferimento in Paralmento". Il presidente dell'Anci Graziano Delrio, a capo della delegazione di sindaci ricevuti dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda, e' furioso.

"Siamo entrati nella stanza del ministro - spiega al termine dell'incontro - per discutere sui risparmi di spesa e la lotta agli sprechi prevista nella spending review, ma ne siamo usciti sconcertati perche' Giarda ha confermato i nostri timori, affermando che non si tratta di tagli agli sprechi ma di un taglio ai trasferimenti".
Si tratta di un'impostazione "ben diversa da quella che ci era stata garantita dal governo, che per noi e' totalmente inaccettabile, perche' non accetteremo mai ulteriori tagli lineari a spese dei Comuni".
Da qui il rischio di "un profondo conflitto istituzionale e politico - dice Delrio - se in Parlamento non verranno accolti gli emendamenti dell'Anci". Un conflitto che "si estendera' anche nei confronti delle nostre forze politiche di riferimento".

I Comuni, ricorda Delrio, "sono stati disponibili al massimo nel momento in cui e' stata presentata loro una proposta di riduzione degli sprechi, tanto da offrire massima collaborazione proponendo misure per correggere in modo adeguato proprio quegli sprechi".
Se invece si tratta di ulteriori tagli ai trasferimenti, "non e' pensabile -sostiene Delrio - tagliare 2 miliardi e mezzo ai Comuni in un anno e mezzo, perche' cosi' il Patto di stabilita' diventa tecnicamente irrispettabile".

"Spero - conclude il presidente dell'Anci - che il presidente del Consiglio si renda conto di questa situazione molto grave

g.vincenti

vincenti

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Scritto - 24/07/2012 :  18:42:46  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Dopo che i Comuni negli ultimi cinque anni hanno pagato con oltre 20 milioni di euro di minori trasferimenti il costo della invocata riduzione della spesa pubblica, è arrivato il momento che il Governo getti la maschera e si decida a tagliare i privilegi e le inutili spese degli apparati burocratici nazionali e locali e dello stesso Parlamento”. Lo ha detto il sindaco di Chieti e delegato Anci al Personale e Relazioni sindacali Umberto Di Primio intervenuto alla manifestazione Anci organizzata per protestare contro i tagli della spending review.
Per Di Primio “il Paese può per davvero ripartire se la parte sana, ovvero il sistema dei Comuni, verrà messo in condizioni di poter operare per il bene dei cittadini. Tutto questo, però – continua il sindaco teatino – passa attraverso l’attuazione di alcuni punti fondamentali che vanno dalla cancellazione di questa spending review, fondata su dati errati, alla eliminazione del Patto di stabilità, vero freno dello sviluppo dei territorio. Non ultima la sostituzione dei tagli lineari, penalizzanti per chi fino ad oggi ha rispettato le regole”.

Per Di Primio occorre quindi “introdurre un sistema di revisione della spesa che punti decisamente al taglio dei costi inutilmente sostenuti dalla Pubblica amministrazione e facendo salve quelle spese destinate alla copertura dei servizi essenziali”.

Infine l’appello del sindaco di Chieti “affinché quanti più cittadini, presso i propri Comuni, si mobilitino e facciano richiesta di ripristino del servizio di raccolta firme valide per la petizione di un referendum avente ad oggetto l’abrogazione sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento

g.vincenti
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Scritto - 24/07/2012 :  18:46:49  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
I Comuni chiedono a tutti i parlamentari il sostegno all’emendamento presentato dal senatore Marco Stradiotto all’articolo 16 del disegno di legge di conversione del decreto sulla spending review, relativo al fondo sperimentale di riequilibrio ed al fondo perequativo. Lo scrive Vito Santarsiero, sindaco di Potenza e delegato Anci al Mezzogiorno, sul suo profilo Twitter

g.vincenti
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Scritto - 24/07/2012 :  18:49:06  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Nutrita la rappresentanza di sindaci siciliani che ha partecipato, questa mattina a Roma, alla manifestazione indetta dall'Anci in segno di protesta contro i tagli lineari decisi dal governo nel decreto sulla spending review. Gli amministratori dell'isola hanno, inoltre, esposto le ragioni del 'no' contro la previsione di ulteriori tagli sulle risorse destinate ai comuni siciliani, ritenuti 'inaccettabili perche' invece di ridurre gli sprechi portano solo una riduzione dei servizi ai cittadini'.
“Riteniamo - spiegano in una nota Giacomo Scala e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell'AnciSicilia - che occorra fare una seria riflessione e rivedere le modalita' di attuazione del federalismo fiscale. A distanza di tre anni, infatti, lo Stato e la Regione non hanno ancora raggiunto un accordo, esasperando la crisi dei nostri comuni che sono diventati, loro malgrado, l'anello debole della catena'.


Per Scala e Alvano 'le ricadute per la Sicilia del decreto legge 95/2012 sulla spending review sono inammissibili e appesantiscono oltre misura la drammatica situazione finanziaria degli enti locali. Se a questo si aggiunge la progressiva riduzione dei trasferimenti statale e regionali, non solo temiamo il crac finanziario per molte amministrazioni - concludono - ma non riusciamo nemmeno a comprendere in che modo la nostra regione potra' contrastare la crisi a vantaggio di un concreto sviluppo del territorio

g.vincenti
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Scritto - 24/07/2012 :  19:00:24  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
I primi cittadini in piazza Sant'Andrea della Valle per la manifestazione dell'Anci, vicino al Senato, contro i tagli della spending review. I sindaci stanno manifestando con fascia tricolore e fischietti contro la sforbiciata che colpisce i comuni, ma anche contro la chiusura dei piccoli tribunali. Molti primi cittadini e personale dei piccoli tribunali, alcuni indossando la toga, si sono infatti uniti alla protesta dell'Anci per porre sul tavolo anche il tema della giustizia. In piazza anche gli amministratori dei comuni terremotati che chiedono di non essere dimenticati.

«Vogliamo fare di oggi una giornata di ricostruzione del nostro paese». Con queste parole il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, dell’avviso di liquidare la spending review così come è concepita, ha aperto il suo discorso davanti ai sindaci riuniti a Roma per la manifestazione. «Non siamo qui per difendere privilegi che non abbiamo - ha proseguito Delrio - ma per dire che se c'è un incendio bisogna usare il metodo giusto per spegnerlo. In questi anni i Comuni hanno contribuito con risparmi che hanno superato i 20 miliardi, uno sforzo che non abbiamo visto fare ad altri settori dello Stato. Siamo qui per dire che la strada da perseguire non è quella della spending review che fa tagli lineari i quali, ho appreso, sono stati bocciati dalla Corte Costituzionale perchè non comportano un risparmio strutturale della spesa. Chiediamo che la spending review, così come è stata concepita, venga liquidata; il governo deve accettare un metodo diverso». Per Delrio la spending review rappresenta «una scorciatoia inaccettabile, un processo sommario a un imputato che non ha avuto alcun capo di accusa. Noi - ha concluso - siamo un pezzo della Repubblica, non siamo gerarchicamente sottomessi a questi provvedimenti; si faccia la conferenza per la programmazione economica e lì si decida quali tagli attuare».

Già questa mattina il vice presidente dell'Anci e sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, aveva spiegato a «Omnibus» su La7 le ragioni della manifestazione dei sindaci italiani davanti al Senato contro la spending review.

«Basta con i tagli lineari – ha avvertito - È ora di premiare la virtuosità degli amministratori e degli enti locali che dimostrano di gestire bene le risorse pubbliche. Chiediamo al governo di andare a tagliare dove - dati alla mano - si annidano inefficienze, sprechi e incapacità in tutti i gangli dell'amministrazione pubblica. Non è possibile chiedere ancora una volta e indistintamente a tutti i sindaci gli stessi sacrifici senza valutare nel merito chi ha già efficientato la macchina comunale rispetto a chi invece campa ancora di sprechi». «Il governo ci ascolti. Molti comuni, anche i più virtuosi – ha ammonito Cattaneo - rischiano di dover chiudere asili, tagliare mense o abolire linee di trasporto pubblico per mancanza di fondi. Chiediamo di essere messi in condizione di operare al meglio per il bene della nostre comunità».

Il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della manifestazione ha parlato di sindaci «fortemente preoccupati perché se i tagli non vengono mirati agli sprechi si rischia di colpire i servizi essenziali. Abbiamo, a Roma, un bilancio difficilissimo». In merito alla situazione generale Alemanno ha spiegato che «tutti i sindaci sono qua, di destra e di sinistra, perché la protesta nasce da problemi reali. I tagli del governo, così come sono concepiti, non ci aiutano a eliminare gli sprechi ma incidono sulla carne viva di alcuni Comuni: il rischio è quello di aumentare le tasse locali o tagliare i servizi. Serve un cambiamento sostanziale o rischiamo di uccidere ogni autonomia locale».

Durante l’intervento davanti ai Sindaci, il Presidente Delrio ha parlato anche di Patto di stabilità,annunciando che su quello in autunno si aprirà la battaglia definitiva. «I due miliardi di risparmi che il Governo prevede di attuare entro il 2013 - ha aggiunto Delrio - impediranno qualsiasi rispetto del Patto di stabilità e qualunque investimento da parte dei Comuni. La sua eliminazione è l'unica condizione per continuare il nostro lavoro».

Anche i piccoli Comuni dicono no all'introduzione - prevista dalla Finanziaria - del Patto di stabilità, dal 1 gennaio 2013, per i Comuni che hanno meno di 5 mila abitanti. «Non ci stiamo, è impossibile introdurlo», ha detto Mauro Guerra, coordinatore dei piccoli Comuni per l'Anci. Poco prima anche Delrio annunciasse la battaglia dell'Associazione, dal prossimo autunno, per evitare che il patto di stabilità sia attuato anche sugli investimenti.

Una sfida arriva anche dal Sindaco di Varese, Attilio Fontana, presidente di Anci Lombardia: «Ci assumeremo la responsabilità di sforare tutti il patto di stabilità». «Sono orgoglioso - ha aggiunto - di essere sindaco. Noi siamo l'ultima parte sana del Paese e non a caso se la prendono con noi. Il governo dovrebbe iniziare ad ascoltarci».

Durante la manifestazione, una delegazione dell'Anci, guidata dal presidente Delrio, si è recata al Senato per l'incontro con il presidente Renato Schifani. I primi citadini avevano chiesto infatti un vertice, mentre nella vicina piazza Sant'Andrea della Valle prosegue la manifestazione degli amministratori locali.

g.vincenti
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