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85st
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Scritto - 17/07/2012 : 15:39:27
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Rappresenta uno dei provvedimenti più centralisti degli ultimi dieci anni, che va, tra l’altro, ad annullare gli sforzi che i comuni hanno fatto in questi anni nell’ottica di revisione della spesa”. Lo sottolinea Simone Valiante, vicesindaco di Cuccaro Vetere, coordinatore Piccoli Comuni Anci Campania e subdelegato Anci alle politiche per la tutela del paesaggio, durante il suo intervento, nel corso del seminario in corso di svolgimento ad Atripalda. “Ben venga la manifestazione del 24 luglio fuori Palazzo Madama, far sentire la voce degli enti locali è importante in questo momento”, evidenzia.
Valiante si sofferma pure sull’emendamento approvato ieri in commissione attività produttive della Camera secondo il quale il Mezzogiorno non fa più parte dell’elenco delle priorità previste dal Fondo per la crescita sostenibile, introdotto dal decreto legge sviluppo. “Un colpo di coda clamoroso, un provvedimento egoista che evidenzia la confusione presente in questo momento nel Paese, rappresenta un’ulteriore usurpazione di risorse al sud che in questo momento, invece, potrebbe rappresentare la frontiera per riprendere lo sviluppo sull’intero territorio nazionale |
Valeriana |
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85st
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Scritto - 17/07/2012 : 15:40:56
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La revisione della spesa pubblica per gli enti locali si tradurrà in una drastica e ingovernabile riduzione dei servizi". Lo dice Simone Guglielmo fresco coordinatore della Consulta dei Consigli comunali Anci e consigliere comunale di Guidonia.
Per Guglielmo la spending review quindi altro non è che "una nuova riduzione di trasferimenti per Regioni ed enti locali di ulteriori 7,5 miliardi" per questo, sottolinea il delegato Anci, "si deve chiamare manovra e non revisione". Per il consigliere comunale di Guidonia oltre alla spending review c'è anche la questione del Patto di stabilità su cui invita il governo a riflettere per una eventuale "rivisitazione delle regole |
Valeriana |
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85st
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Scritto - 17/07/2012 : 16:05:10
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Ancora una volta l'onere della manovra ricade per ben oltre la metà sul sistema delle Regioni e degli enti locali, in perfetto allineamento con le manovre precedenti e dunque senza la seria volontà di equilibrare la riqualificazione della spesa in maniera proporzionale tra i settori della Pubblica Amministrazione centrale, le Regioni e gli enti locali».
Lo dichiara il vice presidente vicario dell'Upi, Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino, secondo il quale sarà «impossibile rispettare il patto di stabilità», ricordando, dati alla mano, che «per il solo anno 2012 su una manovra complessiva di 4,5 miliardi di euro, 2,3 miliardi, verranno dalle regioni e dagli enti locali, 0,9 dalla sanità, il 72% del totale. Per il 2013 su un complesso di 10,5 miliardi, ancora una volta 5,2 miliardi sono a carico del territorio e 1,8 a carico della sanità, dunque il 67%». I dati sono contenuti nel documento che l'Upi ha inviato alla Commissione Bilancio del Senato, alle prese con l'esame della cosiddetta spending review, nel quale si evidenzia come «le norme che si intendono introdurre con il decreto legge 'spending' determinano per le Province una riduzione di 1 miliardo dal 2013, cifra che di fatto svuota tutto il fondo sperimentale di riequilibrio».
«Vorremmo ricordare - sottolinea il vice presidente Saitta - che questo fondo di riequilibrio, ora pari a 1,039 miliardi, deriva per 813 milioni dalla addizionale provinciale sull'energia elettrica, un importante tributo proprio provinciale che è stata soppressa nel 2011, e solo per la restante quota di 226 milioni origina dai ‘vecchi’ trasferimenti erariali.
Di fatto - commenta Saitta - lo Stato sta operando un’acquisizione coatta di risorse proprie delle Province, senza, tra l'altro, dare indicazioni rispetto alla rideterminazione degli obiettivi del patto di stabilità interno per gli anni 2012 e seguenti». «Nessuno - prosegue – può, infatti, ritenere ancora raggiungibili i già ambiziosi obiettivi assegnati alle Province con una tale drastica riduzione delle entrate». «O vengono rideterminati gli obiettivi assegnati - conclude - oppure si prenda atto del fatto che le Province non riusciranno a rispettare il patto |
Valeriana |
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