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tpa

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Scritto - 03/07/2012 :  19:27:34  Vedi il profilo  Modifica il topic  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella il topic
E' appena iniziato a Palazzo Chigi il vertice tra governo Regioni, Province e Comuni, convocato per discutere dei tagli alla spesa pubblica che l'esecutivo si appresta a varare nell'ambito della spending review.

Per il governo sono presenti il premier Monti, i ministri Passera, Giarda, Balduzzi, Patroni Griffi e Gnudi, oltre al commissario Bondi ed al vice ministro Grilli. A guidare la delegazione Anci, il presidente e sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio, insieme al sindaco di Roma e presidente del consiglio nazionale, Gianni Alemanno. Con loro anche i sindaci di Venezia, Giorgio Orsoni, e di Livorno, Alessandro Cosimi. Completano la delegazione dei Comuni il sindaco di Bologna, Virginio Merola ed il presidente della commissione Anci alla Montagna e sindaco di Vogogna, Enrico Borghi

Amedeo

tpa

390 Posts

Scritto - 03/07/2012 :  19:28:53  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Più di 280 uffici giudiziari, tra tribunali, procure, e sezioni distaccate, potrebbero essere tagliati per effetto della revisione delle circoscrizioni giudiziarie. Ma su questi numeri ancora non c'è intesa tra governo e maggioranza. Anche se ora spunta una nuova proposta sulla quale il guardasigilli Paola Severino dovrà dare una risposta «prima del prossimo Consiglio dei ministri». Nella riunione di ieri tra il Guardasigilli e i tecnici della giustizia di Pd, Pdl e Udc, Andrea Orlando, Enrico Costa e Roberto Rao, è saltata l'intesa che era stata raggiunta sul provvedimento una settimana fa. Il ministro aveva detto che l'ipotesi di superare la ‘regola del tre’ (cioè quella che prevede non più di tre tribunali in un distretto di Corte d'Appello) non poteva avvenire attraverso un emendamento da presentare a un decreto legislativo. La Camera, aveva spiegato la Severino, le aveva fatto sapere che sarebbe stato a rischio di inammissibilità. Quindi aveva dichiarato di essere pronta a ripartire dal testo così com'era stato messo a punto dal dipartimento di via Arenula diretto da Luigi Birritteri. Anche perché, avrebbe sostenuto, 'non so quanto il provvedimento possa reggere all'esame del Parlamentò. Moltissimi deputati, di tutti gli schieramenti, hanno già annunciato battaglia contro eventuali tagli agli uffici giudiziari dei rispettivi collegi. Ma la «frenata» del Guardasigilli non sarebbe piaciuta molto. La bozza messa a punto dai tecnici del ministero della giustizia prevedrebbe cancellazioni o accorpamenti che riguarderebbero tutte le 220 sezioni distaccate e una forbice compresa tra 32 (l'ipotesi allo stato più probabile) e 36 tribunali e altrettanti uffici requirenti. Il progetto fa seguito al taglio dei 674 uffici dei giudici di pace, già deciso a gennaio dal Consiglio dei ministri. Sui numeri dunque un accordo non si è raggiunto, così come sui criteri, e alla fine si è deciso per uno slittamento alla riunione in cui il governo si occuperà della spending review. D'altra parte le indiscrezioni sul progetto stanno già provocando da tempo tante polemiche. Gli avvocati, che hanno proclamato uno sciopero per il 5 luglio prossimo, chiedono al governo di sospendere la decisione e riaprire il dialogo. E mentre si moltiplicano le interrogazioni parlamentari alla Severino, contro la soppressione dei Tribunali dei minori stanno protestando anche sindaci e presidenti di Regioni. Proprio ieri mattina lo hanno fatto davanti al ministero della Giustizia 500 abitanti di Castrovillari, minacciando di restituire le schede elettorali.

Il criterio cardine del provvedimento resterebbe quello di mantenere tre tribunali per ognuno dei 26 distretti di Corte d'appello. Regola che invece la maggioranza chiede di «superare» per arrivare a un esame «davvero corretto e razionale» dei tagli da fare sul territorio. Mentre per quanto riguarda le procure, diversamente da quello che sembrava l'orientamento iniziale, la scelta sarebbe quella di procedere specularmente e di pari passo all'abolizione dei Tribunali: non ci dovrebbero essere insomma ‘super procure’ con competenze estese a più uffici giudicanti; un'ipotesi che aveva provocato malumori anche nella magistratura. (Roberta Scammacca)

martedì, 03 luglio 2012

Amedeo
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vincenti

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Scritto - 04/07/2012 :  13:23:13  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Un taglio secco da 2,5 miliardi (500 milioni quest’anno e 2 miliardi nel 2013), da recuperare con una rinuncia ad una parte dei fondi di riequilibrio per il federalismo. A tanto ammonta il conto salato che i Comuni dovrebbero pagare con i provvedimenti sulla spending review che il governo si appresta a varare. L’anticipazione arriva dal Sole 24 Ore di oggi che riporta i contenuti della bozza del decreto che dovrebbe dare il via libera alle nuove misure. A completare il menù dei ‘tagli’ anche una nuova stretta sulle assunzioni del personale, e regole più stringenti sui piccoli Comuni per favorire le gestioni associate.

Secondo il quotidiano di Confidustria, toccherà alla Conferenza Stato-città ripartire, entro fine settembre, il taglio tra i vari municipi, sulla base dei consumi intermedi realizzati. In caso contrario interverrà il ministero dell’Interno entro ottobre. Se sul fondo non ci saranno risorse a disposizione l'equivalente verrà trattenuto sulla quota di gettito Imu destinata ai Comuni.
Per quanto riguarda il blocco del turnover, in base alla bozza i sindaci per i prossimi due anni e mezzo non potranno riservare alle assunzioni più del 20% dei risparmi ottenuti con le cessazioni dell'anno precedente; l'indicatore sale al 50% nel 2015 e al 100% nel 2016. Restano valide le regole più leggere per polizia locale, istruzione pubblica e settore sociale, anche se, per la prima volta, una forma di turn over (all'80%) viene prevista per i segretari comunali.

In merito ai piccoli Comuni viene spostata al 1 gennaio la scadenza, ora fissata al 30 settembre, per gestire in forma associata le prime funzioni. Delle nove funzioni fondamentali individuate i Comuni compresi tra 1.000 e 5.000 abitanti dovranno gestire in forma associata le prime tre nel 2013 e le altre sei dal 2014.
Nelle pieghe del documento anche una novità importante per i bilanci: la proroga al 10 settembre del termine per avviare lo scambio di ‘spazi finanziari’ all'interno del Patto di stabilità orizzontale, in cui i Comuni meno in difficoltà possono cedere quote a quelli che non riescono a rispettare gli obiettivi

g.vincenti
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vincenti

1029 Posts

Scritto - 04/07/2012 :  13:26:56  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Malissimo il metodo, qualche timida apertura sul merito. È questo il giudizio dei sindaci sulla spending review in arrivo, dopo un incontro a Palazzo Chigi in cui si è parlato più di orizzonti che di numeri. È stata proprio l'assenza delle cifre (presenti però nelle bozze elaborate dal Governo) a tingere di scuro la reazione degli amministratori locali: «Il Governo ha parlato di 4 miliardi - spiega Graziano Delrio, presidente dell'Anci -, ma ha poi chiarito che ci sono le spese per il terremoto e gli esodati da aggiungere, senza quantificarle nel dettaglio».
«L'atteggiamento del Governo - conferma Gianni Alemanno, sindaco di Roma e presidente del consiglio nazionale Anci - non è stato trasparente, e questo è preoccupante». Cifre a parte, vanno un po' meglio le modalità operative prospettate dall'Esecutivo per la ripartizione dei sacrifici, a partire dal secco «no» ai tagli lineari.
La traduzione pratica della stretta, e in particolare quella da 2,5 miliardi a valere sul fondo sperimentale di riequilibrio, verrà affidata alla concertazione nella Conferenza Unificata.

L'impostazione della spending review targata Enrico Bondi mette nel mirino le «deviazioni» nella spesa, cioè in particolare le uscite fuori media. Il superamento della logica dei tagli lineari è sottolineato come dato positivo anche da Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e vicepresidente dell'Associazione dei Comuni, che riconosce anche «l'esigenza di attuare una gestione più efficiente del personale, il cui peso sul bilancio dei Comuni è molto alto»

g.vincenti
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