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 Svimez: federalismo contro finanza locale
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Scritto - 11/06/2012 :  21:46:30  Vedi il profilo  Modifica il topic  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella il topic
I provvedimenti attuativi della legge 42/2009 sul federalismo fiscale e le pesanti manovre correttive che si sono succedute negli ultimi anni per ridurre il rapporto debito pubblico-prodotto interno lordo stanno insidiando l'efficienza e la capacità operativa delle finanze dei Comuni, pregiudicandone l'efficacia proprio in un momento cruciale per gestire gli equilibri sociali in Italia.

È quanto, in sintesi, si evince dal Rapporto Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria del Mezzogiorno) 2011 sulla finanza dei Comuni a cura di Federico Pica e Salvatore Villani, che verrà presentato domani nella sede del Cnel, a Roma. In particolare, secondo i relatori, il decreto che contiene le disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale (il n. 23 del maggio 2011) è ancora basato sul criterio della spesa storica e non tiene conto del fatto che parte sostanziale delle spese dei Comuni concerne i livelli essenziali delle prestazioni e non le funzioni degli enti. E ancora, secondo il Rapporto, il decreto contiene “una consistente e ingiustificata sopravvalutazione della questione del debito dei Comuni, con la conseguenza di aver messo in campo un eccesso di vincoli anche, e non soltanto, attraverso il Patto di stabilità interno”. Di conseguenza, l'accumulazione di capitale pubblico da destinare alla produzione dei servizi degli enti locali “è stata ampiamente compromessa in questi casi, con particolare intensità nel Mezzogiorno”. Insomma, l'analisi del Rapporto consegna la preoccupante prospettiva di una riforma “che rischia di rivelarsi insostenibile, specie per i Comuni del Mezzogiorno, perchè si traduce in una elevata pressione fiscale a fronte di una fornitura di servizi del tutto insufficiente”.

Le imposte maggiormente produttrici di gettito per i Comuni sono l'Ici, la Tarsu e l'addizionale Irpef. Lo specifica lo stesso Rapporto chiarendo che, nonostante l'Ici sia stata esclusa sulle prime case, ha costituito la colonna portante del sistema tributario comunale fino al 2010. Il suo peso sul totale delle entrate tributarie, tra il 2007 e il 2010, è stato mediamente pari al 51,7%, mentre quello dell'addizionale Irpef e della Tarsu su è attestato su valori pari al 13,2 e al 20,3%.

Il Rapporto analizza anche l'andamento delle spese per il personale dei Comuni: tra il 1991 e il 2010 queste spese a livello nazionale si riducono in media dell'1,7% all'anno; nel Mezzogiorno la riduzione è pari al 2,3%. Così, se all'inizio del periodo considerato il valore pro capite della spesa per il personale nelle amministrazioni locali meridionali era sostanzialmente allineato a quello medio dell'Italia, dal 2010 il primo risulta notevolmente inferiore al secondo: la spesa per il personale si è infatti ridotta nel Mezzogiorno del 35,4%, laddove al Nord si è verificata una riduzione del 26,3% e al centro del 23,6%

Valeriana
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