dal sito ANCI
Un fondo da 60 miliardi per attivare le dismissioni immobiliari, l’estensione a livello nazionale delle zone a burocrazia zero, la defiscalizzazione delle opere infrastrutturali. Sarebbero queste alcune delle misure del maxi-emendamento alla legge di stabilità con cui il governo intende rispettare la scadenza del 30 novembre indicata nella lettera inviata all'Ue la settimana scorsa. Lo riferisce il Sole 24 Ore di oggi, cercando di fare luce sulle misure per le quali sarebbe maturato l’accordo in seno all’esecutivo durante il Consiglio dei ministri di ieri sera.
Piano dismissioni immobiliari Il governo starebbe pensando ad un fondo per le dismissioni immobiliari da 60 miliardi. I primi indiziati a finire sul mercato sarebbero i beni già in uso alle amministrazioni ministeriali e, in quanto tali, più facilmente valorizzabili. Ma non è escluso che nel contenitore possano finire anche i cespiti interessati dal federalismo demaniale. L'idea a cui si sta lavorando il ministero del Tesoro sarebbe quella di affidare a una società veicolo - probabilmente una Spa di cui però non dovrebbe fare parte la Cassa depositi e prestiti - il compito di valorizzare gli immobili già in uso alle Pa centrali. Con l'obiettivo dichiarato di intercettare i capitali provenienti dal retail prevalentemente italiano. Ci si concentrerà su quegli immobili capaci di attribuire agli investitori un vantaggio immediato, in modo che il meccanismo risulti appetibile. Si dovrebbe cominciare da quelli già in possesso di Regioni, Province e Comuni. Che, secondo le stime dell'Economia, avrebbero un valore complessivo di 227 miliardi di euro (30 dei quali per gli immobili allo stato non occupati). Se non bastasse l'attenzione si potrebbe poi spostare su quelli che le autonomie dovrebbero ottenere con il federalismo demaniale.
Zone a burocrazia zero. – Quello che era previsto per il solo Sud verrà esteso in via sperimentale a tutto il territorio fino alla fine del 2013. Per le amministrazioni scatta il divieto assoluto di chiedere a citadini e imprese certificati che sono già prodotti in passato e di cui è già in possesso. Il maxiemendamento inserisce inoltre un tetto ai ‘passaggi burocratici’ con un vincolo alla produzione di nuove procedure, oneri o bollighi amministrativi, rispetto a quelli strettamente richiesti nelel nuoe direttive Ue recepite nell’ordinamento italiano.
Accelerazione opere pubbliche Una delle poche certezze emerse dal consiglio dei ministri è il finanziamento di opere infrastrutturali mediante defiscalizzazione, attraverso la cosiddetta ‘Tremonti infrastrutture’. Lo strumento introduce sgravi Ires ed Irap per i soggetti che parteciperanno al citale per la realizzazione di opere pubbliche. Tuttavia, per il quotidiano di Confindustria, appare difficile che i soli sgravi siano insufficienti per attrare capitali privati. Da più in parti si ritiene che sarebbe utile per rendere ‘bancabili’ molti investimenti l’inserimento di una norma che consenta di trasferire il finanziamento dell’opera di una parte dell’Iva prodotta dal traffico aggiuntivo generato dall’opera stessa. |