Il tribunale di Livorno ha sollevato questione di legittimità costituzionale sulle norme del ministro Brunetta relative alle assenze per malattia dei dipendenti pubblici. Per il giudice, l'articolo 71 della cosiddetta legge Brunetta stabilisce che «diventa la malattia è un "lusso" che il lavoratore non potrà più permettersi e ciò appare in contrasto» con la Costituzione che prevede «sia garantita una retribuzione proporzionata e in ogni caso sufficiente a garantire un'esistenza libera e dignitosa».
Così recita uno dei passaggi dell'ordinanza del giudice del lavoro di Livorno che ha sollevato questione di legittimità costituzionale, riferendosi agli articoli 3, 32, 36 e 38 della Costituzione, per la norma che prevede per i dipendenti della PA, peri primi 10 giorni di malattia, una decurtazione di fatto della busta paga, col taglio del trattamento accessorio dello stipendio.
Con riferimento al «diritto alla salute», «crea di fatto un abbassamento della tutela della salute del lavoratore che, spinto dalle necessità economiche, viene di fatto indotto a lavorare aggravando il proprio stato di malattia, creando così un vulnus a se stesso e al Paese».
In risposta, il dipartimento Funzione pubblica replica che «l'articolo 71 non prevede alcuna riduzione di stipendio in caso di malattia fino a 10 giorni ma solo la decurtazione del trattamento accessorio, cioè legato alla effettiva prestazione o produttività dei dipendenti pubblici e tale disposizione è prevista, per una durata diversa, anche all'interno di alcuni contratti collettivi nazionali di lavoro».
Fonte: Italia Oggi |