Il meccanismo dei premi ai Comuni che si alleano con lo Stato nella lotta all'evasione fiscale sta per entrare a regime davvero. Gli incentivi relativi all'attività realizzata fra il 2008 e il primo semestre del 2010 dovrebbero arrivare a brevissimo, perché i dati sulle spettanze sono sui tavoli del ministero dell'Interno che «sta provvedendo» a girarle ai Comuni, mentre i premi per l'azione anti-evasione condotta nella seconda metà del 2010 «saranno effettuati entro il 31 ottobre 2011», come previsto dal calendario scritto nel decreto del 23 marzo scorso. L'annuncio arriva dal dipartimento delle Finanze dopo che, come segnalato il primo termine previsto per i pagamenti, fissato al 1º giugno scorso dal decreto pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 1º aprile, era passato senza produrre effetti. A giorni, insomma, il meccanismo entra a regime, dopo il primissimo pagamento effettuato nel 2010, che riguardava però la sola partecipazione all'accertamento dei tributi catastali per cifre molto ridotte, poche decine di euro per ogni Comune interessato.
A completare il quadro, si può aggiungere che è all'esame del Senato il provvedimento di assestamento del bilancio del ministero dell'Interno per 900mila euro, proprio per effettuare entrambe le tranche di pagamento in arrivo. L'arrivo delle risorse offre un passo in avanti, anche se non è terminato il confronto tra sindaci e Governo sulle norme. Due sono i punti caldi, e riguardano i tempi di erogazione dei premi e l'effettiva condivisione dei dati. Sul primo aspetto, il sistema a regime prevede di assegnare ai Comuni entro ottobre di ogni anno il frutto del loro impegno contro il «nero» realizzato l'anno precedente, con un intervallo che fa storcere il naso agli amministratori locali. Anche sull'apertura dei database, i sindaci chiedono attraverso il vicepresidente Anci Graziano Delrio di «replicare i casi in cui le collaborazioni sulla base di convenzioni tra città e agenzia delle Entrate hanno prodotto buoni risultati, facendoli diventare delle best practice da imitare».
Fonte: IFEL |