Dopo Roma Capitale, è arrivata anche a Firenze e a Venezia. L'imposta di soggiorno debutta nei Comuni in ordine sparso, tra i ricorsi al TAR e le critiche di albergatori e agenzie di viaggio che chiedono di abolirla o, almeno, che sia emanato una regolamentazione uniforme a livello nazionale.
“Sono pochi i Comuni che già l'hanno deliberata. Si aspettava un regolamento uniforme, che sarebbe dovuto arrivare entro la metà di maggio scorso, ma in mancanza di questo, intanto alcuni Comuni ne hanno anticipato l'introduzione e ognuno si è regolato secondo le proprie esigenze - afferma il presidente della Commissione Turismo dell'Anci, Mario Andrenacci - Una tassa di scopo per il turismo era stata introdotta con il parere positivo dell'Associazione, per fare in modo che i Comuni, dopo i tagli della manovra dello scorso anno, potessero recuperare risorse da reinvestire nell'accoglienza, per migliorare la città e renderla più attrattiva.
Ma il primo problema sorge nelle Regioni in cui non c'è ancora un censimento, un elenco delle città turistiche, le sole autorizzate a introdurla, e ciò impedisce a molti Comuni di poterla istituire” |