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vincenti

1029 Posts

Scritto - 18/07/2011 :  14:17:02  Vedi il profilo  Modifica il topic  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella il topic
Dal sito ANCI

L’applicazione pratica delle nuove regole per individuare gli enti ‘virtuosi’ cui spettano i bonus previsti dall’ultima manovra rischia di essere un rompicapo di improbabile soluzione.

Lo evidenzia il ‘Sole 24 Ore’ che ha esaminato e valutato la versione definitiva dei ‘criteri di virtuosità’ per assegnare le pagelle a Comuni e Province.

La prospettiva allettante di dividersi 200 milioni di euro nel 2012 e molti di più nel 2013 - si legge nell’edizione odierna del quotidiano - risulta tuttavia difficile da raggiungere. Invece di scegliere pochi criteri trasparenti e immediatamente verificabili - per esempio l'abbattimento del debito - le trattative parlamentari hanno prodotto un elenco di parametri variegato: alcuni, come l'equilibrio fra entrate e uscite correnti, appaiono centrati e facili da gestire, altri mostrano un grado di complessità tale da tradursi in un rischio concreto di mancata trasparenza. Tra questi vanno ricordati il criterio della dinamica dei risultati, una idea teoricamente valida, ma di difficile realizzazione per via del ‘coefficente di correzione’ che non è previsto e quindi verificabile; così come quello sulla qualità dei servizi, anche queto vincolato alla difficoltà di individuare criteri oggettivi che possano imbrigliare la complessità delle variabili locaoi in una griglia standard.

Per finire poi con la questione del livello di spesa di personale degli enti locali. Le tante variabili (rapporto fra dipendenti e popolazione, l'ampiezza del territorio e il livello di funzioni svolte attraverso esternalizzazioni) sono indispensabili per giudicare davvero la gestione del personale, ma rendono difficilmente gestibile l'indicatore.

Da qui il pericolo di discussioni infinite fra gli ammessi e gli esclusi, anche perché questi ultimi saranno chiamati a pagare il surplus di manovra necessario a compensare i bonus ai "virtuosi".

g.vincenti

vincenti

1029 Posts

Scritto - 18/07/2011 :  14:17:56  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
La manovra (articolo 20, commi 10, 11 e 12), introduce la sanzione personale per la violazione del Patto di stabilità interno. Dall'entrata in vigore del Dl 98/2011, infatti, i contratti di servizio e gli altri atti di regioni ed enti locali elusivi delle regole del Patto sono colpiti da nullità. Inoltre, qualora la Corte dei conti accerti che il rispetto del Patto sia stato artificiosamente conseguito grazie a un'errata imputazione di entrate e/o uscite rispetto ai pertinenti capitoli di bilancio o ad altre forme elusive, gli amministratori e il responsabile del servizio finanziario che li abbiano posti in essere, possono essere condannati, rispettivamente, a una sanzione pecuniaria fino a un massimo di 10 volte l'indennità di carica percepita e fino a 3 mensilità del trattamento retributivo, al netto degli oneri fiscali e previdenziali.

Fra gli artifici contabili più frequenti, si possono elencare:

• l'errata imputazione di spese in sezioni di bilancio non rilevanti ai fmi del Patto (soprattutto nei servizi in conto terzi/partite di giro);

• il ricorso strumentale a rapporti finanziari e di servizio con i soggetti partecipati;

• la mancata iscrizione in bilancio di spese da sostenere e la relativa formazione di debiti fuori bilancio;

• il rinvio agli esercizi successivi di pagamenti eccedenti i limiti imposti dal Patto. Sulla questione dell'indebitamento, la Corte dei conti (sezioni riunite, sentenza 12/2007) ha fissato alcuni principi che sembrano applicabili anche alla sanzione in tema di Patto, chiarendo la natura dell'ammenda di cui all'articolo 3o, comma 15, della legge 282/2002:

• il procedimento per la sua applicazione è quello previsto per l'ordinario giudizio di responsabilità. Non è utilizzabile, invece, la procedura relativa ai giudizi a istanza di parte;

• per la condanna è necessario che ricorra l'ordinario elemento soggettivo del dolo o della colpa grave;

• il destinatario della sanzione è l'ente di appartenenza degli amministratori e non l'erario.

In tema di Patto, invece, è più difficile identificare i comportamenti elusivi e i relativi responsabili. La casistica, difatti, è più ampia: alcuni esempi-tipo - quali lo stanziamento di maggiori spese per garantire servizi essenziali, oppure l'utilizzo strumentale degli enti partecipati per le assunzioni o, ancora, gli artifici di bilancio-sono elencati nella tabella qui a fianco. Occorreranno accertamenti complessi per qualificare i provvedimenti e gli atti elusivi, anche di tipo omissivo e per individuare i responsabili, l'apporto causale e il profilo soggettivo, tenendo presente il ruolo assunto non tanto nella compagine amministrativa, quanto nell'iter procedurale che ha originato lo sforamento.

Fonte: Il sole 24 ore

g.vincenti
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