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vincenti

1029 Posts

Scritto - 31/05/2011 :  12:14:26  Vedi il profilo  Modifica il topic  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella il topic
Dal sito www.logospa.it

Comuni in una botte di ferro sulla suddivisione del fondo di riequilibrio. Grazie a una clausola di salvaguardia che limiterà al massimo le eventuali perdite dovute al passaggio dai trasferimenti erariali al federalismo fiscale. L'obiettivo dell'ANCI, che in vista del confronto di oggi in Conferenza stato-città sul Dpcm di ripartizione ha inviato un pacchetto di proposte al governo, è chiaro: fare in modo che nessun municipio sopra i 5.000 abitanti possa perdere più dello 0,26% di quanto avuto l'anno scorso (ovviamente al netto dei tagli del DL 78).


I mini-enti, poi, che hanno entrate piuttosto rigide non potendo contare su basi imponibili immobiliari di grandi entità, non ci rimetteranno nemmeno un euro col passaggio al federalismo. Anzi molti piccoli comuni prenderanno qualcosa in più rispetto all'anno scorso. È questo l'impegno di massima su cui sindaci e Ministero dell'interno stanno trovando la quadra per garantire stabilità agli enti in vista della scadenza più importante che ormai è alle porte: l'approvazione entro il 30 giugno dei bilanci di previsione. Una dead-line fondamentale che impone di limitare al massimo le sorprese.
Almeno per quest'anno. «Era indispensabile individuare un parametro di correzione in modo da consentire ai sindaci di chiudere i bilanci sulla base di risorse certe, in attesa del parziale debutto dall'anno prossimo dei fabbisogni standard», spiega il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti.

E la sensazione è che il governo sia ben disposto ad accogliere le proposte di buon senso dei comuni. La nuova fiscalità municipale per il 2011, in attesa dei fabbisogni e del definitivo decollo dell'associazionismo comunale, poggerà su due pilastri che dovranno tra loro compenetrarsi in modo da non generare troppe sperequazioni sul territorio: compartecipazione IVA e fondo di riequilibrio, quest'ultimo alimentato dal 30% dei tributi immobiliari devoluti e da una fetta (21,6% nel 2011 e 21,7% nel 2012) della cedolare secca sugli affitti.

Ma mentre per la semplicità del meccanismo individuato dalla legge (gettito IVA su base regionale suddiviso per numero di abitanti in modo che tutti i comuni della stessa regione abbiano un identico valore di IVA pro capite) la suddivisione territoriale dei 2,9 miliardi di euro di compartecipazione (il Dpcm è atteso oggi in Conferenza Unificata) non crea particolari problemi di calcolo, la ripartizione del fondo di riequilibrio è molto più complessa. Perché deve tenere conto di molteplici variabili. La prima è data dall'obbligo di lasciare sul territorio (e quindi ai comuni dove sono ubicati gli immobili) una quota dei tributi devoluti. La seconda è che il 30% del fondo venga distribuito in base al numero di abitanti.
La terza prevede criteri di ripartizione «forfettari e semplificati» per i piccoli comuni riservando in ogni caso una fetta del 20% ai mini-enti che hanno deciso di esercitare le funzioni in forma associata.

Ma a causa della mancata emanazione del Dpcm con le regole sull'associazionismo, questa riserva non si applicherà per quest'anno. Dalla lettera della legge (Dlgs 23/2011) alla declinazione il più possibile perequata di questi parametri il passo non è affatto breve. E necessita di più di un correttivo. «In sede di prima applicazione del decreto abbiamo proposto che si eviti una territorializzazione del gettito dei tributi immobiliari troppo esasperata», osserva Rughetti. «I comuni hanno basi imponibili molto diverse (una cosa è il gettito potenziale per una metropoli come Milano o per un comune ad alta vocazione turistica e con molte seconde case, un'altra il possibile ricavato di un piccolo comune di montagna ndr) e per questo dopo un po' di proiezioni siamo arrivati a elaborare e a proporre al governo una percentuale di entrate da far restare sul territorio che non risulti troppo sperequata».

«Non è stato facile», prosegue, «perché da un lato avevamo la necessità di individuare un criterio di buon senso e dall'altro dovevamo comunque far partire il federalismo evitando di perpetuare i meccanismi di finanziamento tipici della spesa storica». Di ufficiale non c'è ancora nulla, perché sarà la stato-città di oggi a decidere, ma l'impressione è che Anci e Governo dovrebbero convergere su un valore intorno al 10%.

Fonte: Francesco Cerisano, pag. 25, Italia Oggi, 31/05/2011

g.vincenti

vincenti

1029 Posts

Scritto - 31/05/2011 :  21:30:41  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Dal sito www.gruppodelfino.it

Si è appena conclusa la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali presieduta dal Ministro dell'Interno on. Maroni insieme al Ministro per la Semplificazione Normativa sen. Calderoli e al sottosegretario Interno sen. Davico con i seguenti punti all'ordine del giorno:

Accordo concernente la definizione delle modalità di alimentazione e di riparto del Fondo sperimentale di riequilibrio e delle quote del gettito dei tributi, di cui al comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, da devolversi al Comune di gli immobili ubicati nel suo territorio.
Schema di decreto del Ministro dell'Interno, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze ai sensi dell'articolo 2 comma 8 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23.
Schema di decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze - predisposto ai sensi dell'art. 1, comma 109 legge 13 dicembre 2010, n. 220 - di determinazione degli obiettivi programmatici del patto di stabilità interno per gli anni 2011, 2012, 2013.
Addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sulle aeromobili.
Rimborso alle Province delle minori entrate dell'Imposta provinciale di trascrizione, riferite al 2003, a seguito degli eco incentivi per l'acquisto di autoveicoli disciplinati dall'articolo 2 del decreto legge 8 luglio 2002, n. 138 convertito dalla legge 8 agosto 2002, n. 178.

Particolare attenzione era riservata ai decreti di cui art. 2, c. 7 e 8 D.Lgs. 23/2011, sulla devoluzione del gettito ai Comuni, che hanno ricevuto parere favorevole.

I Comuni sotto i 5.000 abitanti riceveranno nel 2011 un ammontare di risorse complessive pari alle spettanze teoriche 2011 (in linea con l'assestato 2010). I Comuni sopra 5.000 abitanti riceveranno comunque risorse complessive non inferiori al 99,72% delle spettanze teoriche 2011 (assestato 2010 decurtato del taglio ex art. 14, c. 1 e 2 del D.L. 78/2010). Tali risorse saranno assegnate tramite il Fondo di riequilibrio (art. 2, c. 1, 2, 3, 7 del D.Lgs. 23/2011), che dovrà essere allocato a Titolo I Categoria 3, e la compartecipazione IVA (art. 2, c. 4 del D.Lgs. 23/2011) che dovrà essere allocata a Titolo I Categoria 1. A Titolo II rimarrannno trasferimenti specifici (es: fondo sviluppo investimenti).

È stata raggiunta anche l'intesa, in sede di Conferenza Unificata, sulla bozza di D.P.C.M. relativo alla compartecipazione IVA. Per l'anno 2011 tale compartecipazione è determinata in misura pari al 2,58% del gettito dell'IVA relativa al 2011.

Il pagamento della 2° tranche di tali "spettanze" sarà effettuato entro la fine del mese di giugno 2011, mentra la 3° e ultima tranche sarà erogata entro il mese di novembre 2011, conguagliando con quanto già erogato a titolo di 1° acconto ex art. 2, c. 45 L. 10/2011.

g.vincenti
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vincenti

1029 Posts

Scritto - 31/05/2011 :  21:31:22  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
“Oggi abbiamo sancito un passaggio importante: stabilire il criterio di distribuzione della compartecipazione all’Iva dei Comuni, che per l’anno 2011 cnsentirà alle municipalità di alleviare le sofferenze economiche, in vista del passaggio definitivo al federalismo fiscale”. Lo afferma il coordinatore delle Anci regionali e sindaco di Livorno, Alessandro Cosimi, che oggi ha rappresentato l’Anci in sede di Conferenza Unificata.

La riunione, con un solo punto all’ordine del giorno, ha sancito l’intesa tra governo ed enti locali sul Dpcm che, appunto, regola la compartecipazione all’Iva dei Comuni per il 2011.

“Naturalmente – fa notare Cosimi – non tutte le questioni sono risolte, e molto ci attendiamo dalle ulteriori fasi della consultazione, proprio a partire dalla distribuzione della compartecipazione all’Iva: chiediamo, come Anci, che si arrivi a un criterio che faccia riferimento al valore aggiunto realmente prodotto nei singoli territori, con le opportune perequazioni”.

Il Dpcm approvato oggi, infatti, ripartisce il contributo Iva su base regionale, distribuendolo poi ai singoli Comuni in base al numero di abitanti

g.vincenti
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MARIELLA

301 Posts

Scritto - 01/06/2011 :  13:51:23  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
MA A QUANTO LE RISORSE QUANTIFICATE SUL SITO FINANZALOCALE.IT?
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antonello

120 Posts

Scritto - 07/06/2011 :  17:19:32  Vedi il profilo  Edit Reply  Rispondi quotando  Vedi l'indirizzo Ip dell'utente  Cancella la risposta
Le indicazioni contenute nell'accordo Conferenza Stato- Città ed autonomie locali sono fondamentali per la quantificazione dei due importi che dovremo prevedere nel bilancio preventivo, e cioè quelli relativi alla compartecipazione Iva ed al Fondo di riequilibrio, basandosi in sostanza sulle previsioni tecniche 2011 , assestato 2010 al netto dei tagli del D.L. 78/10. Mi è sembrato tuttavia che andando sul sito dell'IFEL interrogando proprio i dati relativi alle due nuove entrate, mentre la compartecipazione Iva corrisponde di fatto al calcolo che avevamo fatto secondo lo stanziamento diviso per il numero degli abitanti, il dato del Fondo di riequilibrio mi sembra elevato. Non so se qualcun ha notato tale differenza.
Un saluto.
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