Dal sito Anci.
Un’Italia dove i Comuni hanno messo in campo “ricette” diverse per ovviare al blocco delle addizionali e alla riduzione dei trasferimenti statali.
E’ quello che emerge dai dati 2010 del Siope (Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici) e ripresa dal Sole 24 Ore nell’edizione odierna. Il quotidiano di Confindustria approfondisce i dati Siope elencando casi singoli di Comuni che nel 2010 sono intervenuti sulla leva dei controlli e sulla revisione di canoni precedenti concordati. Il Comune di Pavia ad esempio ha rivisto i canoni di locazione degli impianti sportivi e le tariffe relative alle mense.
“Modificando il tipo di servizio e a fronte di qualche aumento è senza dubbio cresciuta la qualità, le critiche sono veramente poche, se la mensa è buona, il cittadino è disposto a pagare anche qualcosa in più” spiega Alessandro Cattaneo, primo cittadino di Pavia. Il comune di Lecce ha recuperato invece incassi alla voce Tarsu. “Abbiamo recuperato 4 milioni di Tarsu, compresi anni precedenti, interessi e sanzioni, tra Asl e uffici di giustizia”, rimarca Attilio Monosi, assessore al Bilancio del comune salentino. Mentre a Trapani c’è stato un forte recupro sull’evasione di imposte sugli immobili (Ici e Tarsu) anche attraverso controlli incrociati.
Dai dati Siope, che appunto rileva telematicamente gli incassi e i pagamenti effettuati dai tesorieri di tutte le amministrazioni pubbliche e degli enti locali, emerge che in base agli incassi registrati per le principali voci di entrate tributarie, nel campo Tarsu i primi tre comuni che si sono classificati in cima alla classifica (da sottolineare però che non tutti i Comuni hanno comunicato al Siope le singole voci di incasso) sono Lecce, Benevento e Massa Carrara, nel campo degli asili nido Livorno, Pesaro e Trento, nel campo delle mense, Pavia appunto, seguita da Pistoia e Livorno. |