IN RIFERIMENTO ALLA RICHIESTA PRECEDENTE ,NELLO SPECIFICO ,COME POSSO GIUSTIFICARE ALLA CORTE DEI CONTI LA PRESENZA DI RESIDUI ATTIVI ONERI DI URBANIZZAZIONE, CHE STO CONTINUANDO AD INCASSARE , TENENDO CONTO DEI PRINCIPI CONTABILI CHE FANNO RIFERIMENTO AL PRINCIPIO DI CASSA?. PREMETTO CHE A COMPETENZA NON HO MESSO IN BILANCIO NEL 2009 ALCUN IMPORTO PER GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE.
L'UNICA COSA CHE MI VIENE IN MENTE SE SI SIA TRATTATO DI RATEIZZAZIONE (ANCHE SE IMPROPRIAMENTE HO MESSO IN BILANCIO NELL'ANNO DI CONCESSIONE ANCHE LE RATE SCADENTI NEGLI ESERCIZI SUCCESSIVI). NON MI SEMBRA UN PECCATO MORTALE (ANCHE SE I PRINCIPI CONTABILI SONO CHIARI)
Sommessamente ritengo che i principi contabili (e le sezioni della Corte poi) abbiano effettuato, a fin di bene, una forzatura della norma del Tuel in materia di accertamento delle entrate. Il nostro è un bilancio di competenza e pertanto si accerta (ed eventualmente si riporta a residuo attivo) la somma che in base all'idoeno titolo risulta dovuta. Il riferimento al principio di cassa vuole forse evitare che le entrate "ballerine" possano essere accertate sul titolo idoneo e non sull'incasso e pertanto potenzialmente generare residui che si ritengono di difficile esazione. Personalmente con riferimento agli oneri di urbanizzazione ritengo questa forzatura eccessiva. E' più ragionevole per gli accertamenti tributari e di ruoli da riscossione coattiva. Ritengo pertanto che se i residui attivi presenti sono tutt'oggi sostenuti da idoeno titolo il tuo comportamento sia assolutamente legittimo.
Se gli accertamenti provengono da specifico titolo ( piano di rateizzazione degli oneri su permessi a costruire rilasciati con anche fidejussione) possono e devono essere conservati a rraa. E' un principio ( quello di cassa) ben diverso dalla universalita' unicita' etc etc e non lo ha stabilito il Tuel. Sommessamente ,come il collega Albanese ritengo ,l'operazione assolutamente legittima.