Secondo la mia personale opinione, non si doveva procedere ad accertare contabilmente somme rinvenienti da avvisi di accertamento emessi il 31/12/2008. Probabilmente, ciò è stato reso necessario dall'andamento dei flussi relativi al PSI. Dal punto di vista giuridico, l'ente può accertare entrate solo quando il diritto alla percezione sia inequivocabilmente maturato con il compimento di tutti gli adempimenti di legge; il semplice avviso di accertamento non può costituire ideoneo titolo giuridico per il formale accertamento in bilancio. Ciò detto, dal punto di vista strettamente contabile, gli effetti dovrebbero essere neutri, atteso che entrate strarodinarie e non ripetibili dovrebbero essere impiegate esclsuivamente a fronte di spese altrettanto straordinarie. Sotto il profilo della operatività contabile, e atteso che l'accertaamento è stato comunque registrato e sia servito a tappare qualche buco, penso tu possa adottare una delle seguenti soluzioni: a) procedere con atto dirigenziale di ricognizione dei residui attivi della gestione competenza a determinare la somma certa da conservare in bilancio, diminuendo contestualmente gli impegni finanziati con tale entrata; b) lasciando inalterate le scritture dell'anno 2008, nell'esercizio successivo ci si dovrà preuccpare di non spendere le risorse finanziate con quell'accertamento non realizzabile, in modo tale che a fine esercizio permannga anche l'equilibrio dei residui. |