| T O P I C R E V I E W |
| PaoloGros1958 |
Posted - 18/09/2008 : 15:10:20 A riguardo e stante l'incertezza della norma ( l'Aran indica alcuni emolumenti , la Finanza locale altri etc etc ) sottopongo ai colleghi la seguente ipotesi:
Imponibile su cui calcolare contributi e ritenute ; imponibile effettivamente corrisposto e non virtuale ( se il principio e' il risparmio non vedo come pagherei meno in termini di emolumenti e di piu' in termini contributivi poiche' anche il carico dipendente sarebbe sul virtuale carico ente)
Voci accessorie su cui operare: rischio,vigilanza,mansioni superiori,maneggio denaro, indennita' educatori,indennita' specifica, particolari responsabilita' ed ogni altra indennita'. Escluderei per la loro natura il comparto e la posizione. Comparto: se e' accessorio allora quando bandisco un posto di lavoro indichero' solo lo stipendio tabellare ( mai visto indicare nelle parti fisse qualcosa di accessorio!!!) salvo poi che ogni mese lo retribuisca !!! Posizione: esempio: a fine mese in forza della posizione ricoperta devo attestare n.15 deliberazioni ( e magari anche istruirle) . Nel mese cado ammalato due giorni. Se la posizione e' accessoria allora attestero' solo n.15 delibere : 26 giorni x 24 ( due si assenza !!!!! Non credo proprio per cui la posizione , legata alla figura stessa del soggetto prescinde l'assenza ( in maternita' obbligatoria praltro debbo pagarla).
Credo infine che tale ritenuta debba essere effettuata sul lordo quale vera e propria ritenuta e non esclusa dal lordo come per lo sciopero in quanto nel caso di assenza per sciopero i giorni mensili diventano 25,24 etc , per assenza per malattia ( che non e' una libera scelta ) i giorni sono sempre 26. Come idea , per non effettuare pippe contabili , sarebbe pensabile potyer estrapolare un tabulato nel mese di dicembre dal quale si evincano i totali di ritenute per malattie. In tal caso si potrebbe effettuarlo durante l'anno trattandolo come ritenuta per sciopero ( ovvero decurtandolo dal lordo) ma indicando giorni lavorati 26 ed a dicembre provvedere ad un mandato totale come risultante dal tabulato a favore di " Amministrazione comunale" ed introitarlo in apposita risorsa ( del tipo: economie art.71 DL112/08) del titolo terzo con reversale di incasso a carico "Amministrazione comunale". In tale modo : 1)ogni mese non effettuiamo reversali specifiche a carico di ciascun dipendente 2)trattandolo come lo sciopero non dobbiamo preoccuparci dell'imponibile Cpdel che ovviamente sara' sul corrsipsoto e non sul virtuale 3) facendo il giro contabile a dicembre osserviamo sia l'art.71 - economia di bilancio- sia il principio contabile dell'universalita' ed integrita' del bilancio.4)non effettuiamo comunque compensazioni sempre vietate in competenza.
In tal modo comunque le ritenute effettuate risultano finanziare la spesa corrente e sono di fatto leggibili a bilancio perche' vi sono ricomprese. La norma e' incerta per cui causa di non punibilita' contabile per cui adottero' questo sistema , sia il legislatore e non l'Aran o la Finanza locale a legiferare , magari in modo chiaro. |
| 5 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| PaoloGros1958 |
Posted - 03/10/2008 : 12:33:23 Da Il sole 24 ore del 03.10.2008
L'art. 71 del D.L. n. 112/2008 impone di abbandonare, nei primi dieci giorni di assenza, "ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso o continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio".
Letteralmente la norma è chiara ma, una volta applicata alla realtà contrattuale dei singoli comparti, tanta chiarezza viene meno e ogni interpretazione rischia di ridurre i risparmi che la stretta anti-assenteismo dovrebbe assicurare alla P.a.
Per questo motivo, il Dipartimento della Funzione Pubblica, subissato di domande da parte delle pubbliche amministrazioni, ha inviato un elenco di richieste alla Ragioneria generale dello Stato per trovare una linea comune sulle voci dello stipendio da tagliare in busta paga
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| PaoloGros1958 |
Posted - 02/10/2008 : 09:13:27 Ringrazio per la tua interpretazione che pero' , come la mia e quella di altri colleghi e' una interpretazione . Comparto si, comparto no , posizione si o nel minimo oppure no etc .... di chiaro non vi e' nulla ed io per primo cerco solo di capire la ratio ( ammesso che vi sia ) che ha mosso il legislatore . Nell'attuale la finanza locale dice A , l'Aran dice B, la Cassazione dice C etc , la loro somma pero' non porta ad alcun risultato. Ogni ente a mio avviso sposera' la tesi che piu' preferira': l'incertezza non genera sanzioni , e' norma di diritto ed a quella mi atterro'. |
| Maggio1969 |
Posted - 01/10/2008 : 16:30:26 Forse posso aiutarvi un po' a chiarire le idee su cosa si intende per salario fondamentale e per accessorio.
Secondo recenti sentenze della Cassazione per salario fondamentale si intende il trattamento economico necessario, cioè quello che DEVE essere necessariamente riconosciuto, ovvero il trattamento correlato alla costituzione del rapporto di lavoro. La sua caratteristica principale è la NECESSARIETA'. Il trattamento fondamentale dunque non può NON essere riconosciuto poichè la sua funzione è quella di consentire una vita libera e dignitosa al lavoratore. Il decreto "Brunetta" - purtroppo - riconosce un trattamento fondamentale più ristretto dove qualche componente del reddito non è più ricompresa. Per quanto riguarda gli impiegati che non hanno altre indennità si traduce in una decurtazione del COMPARTO che, pur rientrando nel salario fondamentale, ha caratteristiche di indennità ("...trattamento economico fondamentale con esclusione di ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo..."). Componenti indiscusse e non soggette alla decurtazione rimangono soltanto: 1. Il trattamento tabellare 2. La progressione orizzontale 3. La Retribuzione Integrativa di Anzianità 4. La tredicesima 5. Gli assegni familiari 6. Gli assegni "ad personam" indipendentemente da dinamiche di riassorbimento o meno.
Per quanto riguarda i titolari di posizioni organizzative, secondo l'opinione di avvocati esperti del settore, si ritiene che quale trattamento fondamentale non decurtabile si debba riconoscere il valore MINIMO previsto per le P.O. La retribuzione di posizione infatti non è una indennità e non rientra nell'accessorio e non è qualificata come tale nei contratti collettivi. Anche se questa retribuzione "assorbe" il trattamento accessorio non ne eredita la qualità. E' cioè un trattamento necessario - sicuramente per la dirigenza - e lo è per le P.O. La parte variabile della retribuzione di posizione si calcola infatti sulla "pesatura" della posizione stessa ed è su questa parte che si andrà ad effettuare la decurtazione. Il minimo attribuito e non decurtabile quindi riconosce uno "status" giuridico nell'ambito dell'Ente al titolare, indipendentemente dalla presenza o meno in servizio.
Per trattamento accessorio si intende un tipo di trattamento del tutto eventuale. Un trattamento cioè non obbligatorio e non correlato alla costituzione del rapporto di lavoro ma alle modalità di esecuzione della prestazione lavorativa (rischio, turno, ...) Questo trattamento NON si eroga nei primi 10 giorni. |
| PaoloGros1958 |
Posted - 22/09/2008 : 09:17:03 Concordo in larga parte ad eccezione del gfatto del mantenimento del comparto. Se infatti vado in mobilita' compartimentale mi deve essere assicurato e se poi vado in mobilità intercompartimentale ( all'Inps o Agenzia entrate) il mio comparto non solo mi deve essere assicurato ma non essendo previsto per altri comparti rientrera' nel mio trattamento fisso e continuativo in base al principio che in tal caso mi deve essere assicurato lo stesso trattamento in godimento presso l'ente di provenienza senza nulla rimetterci. Ti faccio il mio caso : io ho due comuni in convenzione. Per convenzione il lunedi' lavoro al comune x . se quel giorno sono in malattia e se la posizione e' accessoria e quindi legata alla presenza in servizio , la ritenuta sara' su 16.000 o su 8.000 ? Per il comune Y non sono infatti mancato dal servizio.
Pensionabilita': sacrosanto a mio avviso che tali ritenute debbano comunque essere pensionabili ( del resto anche in presenza di malattia indico giorni lavorati 26 ) ma credo che comunque le ritenute carico dipendente in questo caso debbano divenire carico ente in osservanza del principio che nulla puo' essere ritenuto su importi non corrisposti.
Universalita': il bilancio deve essere leggibile e quindi secondo me non e' sufficiente dire che non impegno e quindi e' economia. Ritengo ssiano necessari i mandati con giro contabile non solo dell'importo non pagato ma anche pr le ritenute non pagate ( Cpdel) ed Irap che l'Ente comunque risparmia. Per notizia: alcuni giorni or sono il Sole 24 Ore pubblicava un articolo in cui si riteneva addirittura che l'Ente debba istituire una risorsa ad hoc.
Io aspettero' dicembre in quanto di chiaro non mi pare esserci proprio nulla e come hai detto tu " vediamo cosa succede" |
| Gianluca Bertagna |
Posted - 20/09/2008 : 17:04:54 Provo a giustificare comportamenti totalmente contrari a quanto hai sostenuto tu, proprio per alimentare ancor di più il dubbio su quanto le norme siano scritte male.
1. Contribuzione. Vero quanto dici, ma dall'altra parte è sempre stato sostenuto dall'Inpdap che i contributi per le assenze per malattia vadano sempre pagati sul virtuali integrandoli da parte dell'ente. Lo dice addirittura per l'eventuale periodo di 18 mesi non retribuito. Speriamo che su questo ci arrivi presto qualche indicazione.
2. Comparto e Posizione (dei dipendenti dei livelli). Per il contratto sono sempre stati due emolumenti visti come accessori. Per la posizione lo dice espressamente anche l'art. 10 del ccnl 31.03.1999: Il trattamento economico accessorio del personale della categoria D titolare delle posizioni di cui all'art. 8 è composto dalla retribuzione di posizione e dalla retribuzione di risultato. A livello pratico pur essendo vero quanto tu sostieni si potrebbe fare un altro ragionamento: quali sono gli emolumenti che mi vengono erogati indipendentemente da qualsiasi pubblica amministrazione in cuio svolgo il mio lavoro? Comparto e Posizione non mi sarebbero garantiti infatti in caso di mobilità con un altro ente della p.a. (a meno che non sia un ente locale o regione ma limitatamente per il comparto). C'è poi da chiedersi cosa voglia dire l'inciso dell'art. 71: con esclusione di ogni indennità o emolumento avante carattere fisso... mi pare che posizione e comparto potrebbero rientrare in tale disposto.
3. Secondo me non va fatta una ritenuta da incassare con una reversale, ma vi è un compenso che semplicemente non è erogato. Quindi riduco il compenso. Le economie saranno quelle che mi ritrovo sul bilancio.
La norma e' incerta per cui causa di non punibilita' contabile per cui adottero' questo sistema: sia il legislatore e non l'Aran o la Finanza locale a legiferare , magari in modo chiaro.
Concordo. E quindi proviamo a fare in maniera differente e vediamo cosa succede...
Ciao!
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