| T O P I C R E V I E W |
| tpa |
Posted - 05/09/2011 : 10:11:18 Dal sito LOGOSPA
Se il referendum dello scorso giugno, che ha abrogato l'art. 23-bis, ha restituito agli enti locali quella libertà di autorganizzazione con la manovra di Ferragosto il legislatore ha riaperto alla costituzione di società in house laddove il valore economico del servizio oggetto dell'affidamento non superi 900.000,00 annui, intendendosi per tale valore la somma del valore del contratto di servizio e la contribuzione tariffaria pubblica.
La libertà di manovra in realtà è del tutto apparente e piena di ostacoli che potrebbero pregiudicare la sopravvivenza dell'in house.
La nuova disciplina è legata alla valutazione da parte degli enti locali, entro il 12.08.2012 e in ogni caso prima del conferimento o del rinnovo della gestione dei servizi, escludendoli da un processo di liberalizzazione solo se si dimostra che in base ad una analisi di mercato, la libera iniziativa economica privata non sia in grado di assicurare un servizio rispondente ai bisogni della collettività.
Inoltre, l'assoggettamento delle società in house al Patto di stabilità interno, ai sensi del c. 14 dell'art. 4 della manovra estiva, potrebbe peggiorare i saldi del gruppo comunale a seguito della rilevanza di uscite/ spese delle in-house a fronte di entrate/ ricavi non rilevati. I comuni cosi proprio per rispettare le regole del patto di stabilità interno potrebbe trovare nelle stesse regole del patto consolidato il proprio capolinea, a prescindere da qualsiasi altra valutazione o considerazione sostanziale o di merito.
Fonte: Italia Oggi |
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