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Posted - 17/05/2011 : 14:31:15 Dal sito ANCI
“Gli elementi raccolti dai censimenti, i numeri e le caratteristiche delle persone, le strutture familiari, il grado dell’alfabetizzazione e dell’istruzione, il lavoro e le professioni, le abitazioni e le aggregazioni residenziali sono le fondamenta per ricostruire l'evoluzione dell’identità nazionale e delle sue articolazioni regionali e locali. La storia sociale, culturale, economica dell'Italia non ne può prescindere, il censimento ci consegna gli elementi necessari per ricostruire la struttura di base della società”.
Così Massimo Livi Bacci, professore emerito all’Università di Firenze, accademico dei Lincei dal 1985, considerato il massimo studioso italiano di demografia.
In un’intervista ad Anci Rivista, ricorda: “Il censimento del 1861, fatto con pochissimi mezzi ed in gran fretta fu la prova concreta che l'Italia era finalmente una, e diede a governanti e studiosi una base conoscitiva essenziale, fu la prima foto di gruppo di un paese che, fino ad allora, poteva descriversi solo ricongiungendo le rilevazioni degli Stati pre-unitari.
Oggi – spiega - è la stessa operazione, anche se gli strumenti di raccolta dei dati, di elaborazione, comunicazione e diffusione sono lontani anni-luce dalle prime operazioni censuarie. Anche nelle società più mobili come quelle attuali c'è bisogno di fare il punto, oggi come 150 anni fa il censimento è necessario per conoscere meglio l'Italia.
Rispetto all’immigrazione, i dati raccolti dieci anni fa dal censimento non furono molto soddisfacenti, la durata media del soggiorno in Italia era relativamente breve. “Oggi – commenta Livi Bacci - la collettività immigrata è maggiormente radicata e più matura, l’elusione sarà minore e l’informazione fornita ai rilevatori migliore. Il censimento aiuterà a far luce su aspetti importanti del fenomeno migratorio quali la struttura familiare, il lavoro, l’istruzione, la qualità delle abitazioni, il mix delle nazionalità e delle provenienze, il grado di segregazione residenziale”. Tuttavia c’è il rischio che molti stranieri si sottraggano al censimento, soprattutto gli irregolari.
Ma il demografo aggiunge: “il capitale delle conoscenze si arricchisce con gradualità e per stratificazioni successive, così il censimento, anche se con manchevolezze, contribuirà in modo sostanziale alla costruzione del profilo demografico, sociale ed economico dei migranti, che costituiscono il fenomeno di cambiamento sociale più rilevante di questo inizio di millennio” |
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