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T O P I C    R E V I E W
vincenti Posted - 15/11/2011 : 10:47:34
dal sito civicasrl.it

Una patrimoniale strutturale applicata ogni anno su tutti i beni, mobiliari e immobiliari, e soprattutto finalizzata alla riduzione del prelievo su lavoro e imprese. Un pacchetto ad hoc sulla casa, con il ritorno dell'Ici e il contestuale aggiornamento della percentuale di rivalutazione delle rendite catastali (interventi già ampiamente analizzati dalle Finanze e dal Tesoro a Via XX settembre nei mesi scorsi). Inasprimento della lotta all'evasione fiscale con particolare attenzione alla tracciabilità dei pagamenti e un pieno sostegno al nuovo redditometro, pronto ormai a misurare nel dettaglio la capacità di spesa dei contribuenti in relazione alla loro capacità contributiva.

Il tam tam delle ultime ore indica che potrebbero essere queste tre delle "direttrici fiscali" dell'Esecutivo Monti. Tre strade che comunque restano sostanzialmente in linea con gli impegni assunti dall'Italia con l'Europa, cui si aggiungono i chiarimenti spediti venerdì sera a Bruxelles - e resi noti ieri -dal ministro uscente dell'Economia, Giulio Tremonti.

La patrimoniale, che a dire il vero non rientra tra le priorità indicate da Bruxelles e non è gradita dal Pdl come da ultimo ha dichiarato il capogruppo di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, di fatto trova sempre più sostenitori interni. Convinzione comune di tutti coloro che vedono nella patrimoniale uno degli strumenti necessari per procedere alla riduzione del debito, è quella di introdurre un prelievo sui patrimoni non di natura straordinaria ma strutturale e riservato alle grandi ricchezze.

E qui occorrerà chiarire cosa si intenda per grandi patrimoni, cioè quale dovrà essere il paniere di beni da tassare. C'è chi come il rettore dell'Università Bocconi, Guido Tabellini - dato dai rumors come possibile candidato alla guida del Mef - ritiene che nel paniere debbano finirci tutti i beni, mobiliari e immobiliari.

C'è chi, invece, ipotizza un prelievo solo sui grandi valori immobiliari: è il caso delle opposizioni nell'ultimo parere sulla legge di stabilità. Ci sarà poi da chiarirsi sulla franchigia, cioè sul tetto di beni oltre cui applicare il prelievo annuale, che dalle ultime indiscrezioni sembrerebbe assestarsi sul milione di euro.
L'arrivo della patrimoniale dovrà poi combinarsi con l'altra ipotesi rilanciata nelle ultime ore: il ritorno dell'Ici. La reintroduzione della "patrimoniale sulla casa" di prima generazione, cancellata dal Governo Berlusconi e oggi applicata solo su case di lusso e sugli immobili diversi dalla prima casa, secondo le ultime stime del Tesoro indicate tra i chiarimenti alla lettera europea potrebbe fruttare 3,5 miliardi di euro.

Tra i sostenitori di un possibile ritorno dell'Ici figura ufficialmente, anche alla luce dell'audizione sulla riforma fiscale del mese scorso, la Banca d'Italia. Il ritorno dell'Ici dovrà comunque fare i conti con il federalismo fiscale, là dove è previsto espressamente che non potrà essere introdotta una tassa sulle prime case e sul futuro arrivo della nuova Res, la tassa sui servizi (rifiuti, illuminazione, eccetera).

Sia la patrimoniale sugli immobili, sia il ritorno che l'Ici potrebbero essere accompagnate dalla rivalutazione delle rendite catastali, già studiata all'Economia con l'obiettivo di elevare l'attuale percentuale del 5% di aggiornamento dei valori catastali.
C'è poi la lotta all'evasione. Sia le opposizioni, pronte a dare il loro sostegno al Governo tecnico, sia gli operatori e gli esperti che hanno preso posto nei gruppi di lavoro sulla riforma fiscale, chiedono il rilancio della tracciabilità dei pagamenti , con l'ipotesi di un limite antiriciclaggio fissato in 1.000 euro e un limite anti-evasione ipotizzato a 300 euro.

Infine, c'è l'altro delicato capitolo della riforma fiscale: promessa all'Europa entro gennaio 2012 e da attuare per legge entro il 30 settembre 2012. Il mancato rispetto della scadenza fissata dalla manovra d'agosto impone un taglio orizzontale delle agevolazioni fiscali. Taglio o riforma che sia, il nuovo fisco dovrà comunque garantire all'Erario risparmi per 4 miliardi già a partire del prossimo anno e altri 16 nell'anno successivo. La corsa contro il tempo per cancellare o gestire al meglio questa ipoteca deve ancora partire.

FONTE: IL SOLE 24 ORE
1   L A T E S T    R E P L I E S    (Newest First)
85st Posted - 24/11/2011 : 20:54:23
dal sito Civicasrl.it

I SINDACI FAVOREVOLI AL RITORNO ICI MA SENZA COMPENSAZIONI.
Il ritorno di una tassazione sulla prima casa è indispensabile, si chiami Ici, Imu o mini-patrimoniale; l'importante, però, è che poi non si tagli sul fondo di riequilibrio, altrimenti la somma per i Comuni fa sempre zero».

Graziano Delrio, il presidente dell'Associazione nazionale del Comuni, registra con ovvio favore le ipotesi di far tramontare una neutralità fiscale sull'abitazione principale che ai sindaci non è mai piaciuta, ma prefigura l'aprirsi di una partita complicata con il Governo.

Il problema dei sindaci, come ha spiegato Delrio intervenendo ieri al convegno inaugurale di RisorseComuni di Anci Lombardia, è urgente, perché legato auna «emergenza bilanci 2012» che va risolto in fretta perché i preventivi si devono approvare entro fine anno.

La questione nasce da un dato chiave: per rimediare ai tagli e alle richieste aggiuntive del Patto di stabilità portate dalle manovre estive, i sindaci hanno oggi un unico strumento fiscale, l'addizionale Irpef.

Secondo le stime Ifel, per provare a compensare la stretta il 95% dei Comuni dovrebbe portare al massimo l'aliquota, ma il presidente Anci chiede cautela su questo fronte: «L'Irpef- sottolinea ai sindaci lombardi riuniti a Palazzo delle Stelline a Milano - è politicamente delicatissima, e un aumento generalizzato rischia di far percepire i sindaci come i fautori unici dell'aumento delle tasse».
Servono altri strumenti, anche per dare un'autonomia reale alle scelte fiscali del territorio, ma per ottenerli bisognerà avviare un braccio di ferro non semplice con il Governo. Fino a oggi, infatti, all'Economia si sta lavorando su ipotesi di «scambio», come quella che offre l'Ici ai sindaci ma permette al Governo di riprendersi i frutti di cedolare secca e compartecipazione Irpef. Un'ipotesi che, a conti fatti, riporterebbe tout court i bilanci locali all'epoca pre-federalista.

FONTE: IL SOLE 24 ORE

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