| T O P I C R E V I E W |
| vincenti |
Posted - 08/09/2011 : 10:22:15 Dal sito ANCITEL
Domanda
In merito alla partecipazione dei Comuni all'attività di accertamento tributario e contributivo, si chiede se la mancata istituzione del Consiglio Tributario, previsto dal D.L. 78/2010, convertito nella legge 122/2010, impedisce il riconoscimento della quota del 33% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscosse a titolo definitivo a seguito dell'intervento del Comune, che abbia contribuito all'accertamento stesso, come previsto dalla norma citata, che ha modifcato la legge. 248/2005, a titolo di incentivazione per la partecipazione dei comuni all'accertamento fiscale e contributivo.
Risposta
L'articolo 18 del D.L. 78/2010, convertito nella legge 122/2010, riconosce al Comune una quota pari al 33% delle maggiori somme relative ai tributi statali riscossi a titolo definitivo nonché delle relative sanzioni, a seguito dell'intervento del Comune; questo "incentivo" è riconosciuto anche se l'ente non ha provveduto a costituire i Consigli Tributari previsti dal medesimo articolo 18. Si segnala inoltre, che l'articolo 2, comma 10, del D.Lgs. 23/2011 (decreto legislativo sul federalismo municipale) eleva al 50% questo incentivo. |
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| vincenti |
Posted - 12/09/2011 : 14:27:02 Da Torino a Napoli, passando per Bologna, fino ad Amalfi. Sebbene i ‘premi’ ancora non si siano visti, la collaborazione dei Comuni con l’Agenzia delle entrate nella lotta all’evasione fiscale è già una realtà da alcuni anni, come riporta il Sole24Ore.
Il capoluogo sabaudo ha firmato una convenzione con le Entrate e con la Guardia di finanza già nel 2008, allestendo una squadra di 12 esperti. A costoro, già dal 2007, si affianca un pool antievasione composto da 49 dipendenti comunali, 33 amministrativi e 16 vigili urbani. “La divisione comunale Tributi e Catasto – spiega l’assessore al Bilancio Gianguido Passoni – ha segnalato un migliaio di casi, riferiti a circa 350 soggetti, e l’Agenzia delle Entrate, lo scorso febbraio, ha quantificato la collaborazione con la città di Torino in 2 milioni e 592 mila euro di maggiore imposta accertata”. Di questa somma sono stati incassati “160 mila euro e al Comune non è andato ancora niente – aggiunge Passoni – nonostante gli spettasse il 50%”. Anche a Bologna esiste una Convenzione con le Entrate, stipulata nel 2009: da allora sono state oltre 1.100 le segnalazioni inviate, con una maggiore imposta accertata di circa 3 milioni e 300 mila euro e un riscosso di quasi un milione e mezzo di euro. L’amministrazione felsinea, per bocca del vicesindaco con delega al Bilancio Silvia Giannini, fa però notare: “Già oggi la capacità di segnalazione del Comune di Bologna è superiore all’attività di accertamento delle Entrate. Quindi è fondamentale che sia potenziata anche l’attività dell’Agenzia stessa”.
A Napoli è di pochi giorni fa l’annuncio di una task force di esperti informatici e tecnici, che collaborerà con l’Agenzia delle entrate nella lotta all’evasione fiscale. La giunta guidata da De Magistris ha anche pensato di annullare i servizi pubblici a chi, accertata l’evasione, non si metterà in regola.
I Comuni, intanto, stanno cercando di attrezzarsi anche sul fronte dell’istituzione dei Consigli tributari, l’organo di riferimento per gli accertamenti sull’evasione. I casi differiscono da Comune a Comune, sia per quanto riguarda i regolamenti istitutivi, sia nella composizione. Paradigmatico è il caso di Amalfi, la cui amministrazione critica l’istituzione dei Consigli tributari: “Rischiamo di creare conflitti interni alla comunità”, afferma il sindaco Alfonso Del Pizzo. Di fatto però il regolamento del Consiglio tributario è stato già stilato, sebbene il Comune non abbia ancora proceduto con le nomine dei membri. Singolare, ad Amalfi, anche il metodo di pagamento previsto per chi sarà impegnato nel Consiglio tributario: non un gettone di presenza, ma una percentuale (massimo 6 mila euro all’anno) sugli introiti fatti recuperare all’erario. Una sorta di premio produttività, insomma: “Abbiamo voluto legare l’indennità dei consiglieri tributari – spiega il vicesindaco Giovanni Camera – all’efficacia della loro azione, e quindi alle somme effettivamente incassate dal Comune” |
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