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 Imu e Iva: le differenze regionali

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T O P I C    R E V I E W
vincenti Posted - 20/05/2011 : 10:57:07
Dal sito ANCI

I Comuni di Emilia-romagna e Toscana saranno quelli che raccoglieranno maggiori benefici dalla distribuzione della compartecipazione all’Iva prevista nel decreto sul fisco municipale. Secondo i calcoli del Copaff, pubblicati oggi dal Sole24Ore, ai sindaci dell’Emilia-romagna finiranno infatti 67 euro per abitante, 66 a quelli della Toscana e quasi 65 a quelli di Lombardia e Lazio.
I numeri non sorprendono, e mantengono quelle anomalie più volte segnalate dall’Anci.

Il criterio di ripartizione regionale, che prende in considerazione l’Iva prodotta nelle singole Regioni e divide la quota pro capite in modo uguale per tutti i Comuni, genera infatti discrepanze notevoli tra le Regioni in cui si producono maggiori consumi e le altre. In particolare viene danneggiato il sud, ad esclusione del Lazio. La Calabria, fanalino di coda, si vedrà assegnare per esempio poco più della metà di quello che spetterà alla Toscana, ovvero 35 euro pro capite.

Per ripianare queste differenze occorrerà dunque l’intervento del fondo di riequilibrio, i cui criteri di formazione e distribuzione devono essere ancora definiti.
La stessa sperequazione si può notare per quello che riguarda l’Imu, ovvero la tassa sugli immobili che sostituirà l’Ici. Considerato che questa imposta dovrà essere pagata anche dalle imprese che possiedono capannoni e fabbricati, il Copaff segnala che il 76% del gettito arriva dal Nord e dal Lazio. Il gettito più alto in rapporto agli abitanti si incontra in Trentino-Alto Adige, Valle d’Aosta, Lazio e Lombardia.

In coda alla classifica Basilicata. Sicilia e Calabria.
Le imprese, con l’introduzione dell’Imu, rischieranno un aggravio di 795 milioni. Se infatti i privati non dovranno temere aumenti, le aliquote per i capannoni delle imprese passeranno dal 6,4 per mille al 7,6. Ai Comuni spetterà eventualmente il compito di dimezzare la nuova aliquota.

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