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| vincenti |
Posted - 11/11/2008 : 14:43:09 I Comuni italiani rischiano di non essere in grado di predisporre i bilanci di previsione 2009 e tantomeno di redigere i consuntivi 2008, che invece dovrebbero gia’ essere in via di definizione. Una circostanza, questa, che deriva dalla situazione di forte disagio in cui versano i conti dei Comuni a seguito di alcune incognite che, a tutt’oggi, rimangono tali. Si tratta, in particolare, della mancata conoscenza, da parte dei Comuni, delle basi di calcolo per il rispetto del patto di stabilita’ interno; della mancata conoscenza degli effettivi rimborsi delle mancate entrate conseguenti alla abolizione dell’Ici sulla prima casa; del taglio di vari fondi (Fondo Sociale, Fondo Unico dello Spettacolo, ecc) su materia di competenza amministrativa locale; del taglio dei trasferimenti per i ‘costi della politica’. Si tratta, nella sostanza, di variabili che non consentono, da un punto di vista tecnico, la elaborazione di bilanci che non siano altro se non una serie di tagli effettivi alla spesa pubblica locale. In particolare, l’emendamento alla Finanziaria proposto dal relatore in sede di Commissione Bilancio della Camera – e che ha ottenuto il parere favorevole del Governo – determina poi un aggravio per una serie di Comuni che sara’ difficilmente gestibile con una semplice manovra per il 2009. Solo per citare alcuni esempi, secondo una elaborazione Ifel su dati della Ragioneria Generale dello Stato, il Comune di Roma andrebbe a perdere 236,887 milioni di euro; Torino 123,767; Milano 53,327; Firenze 14,525; Napoli 12,306; Bologna 9,891; Ravenna 8,050; Foligno 5,647; Pistoia 5,176; Mantova 5,175; Imola 4,823; Alessandria 4,568; Pescara 4,034; Pesaro 3,681; Lecce 3,602; Massa 2,111; Ferrara 1,926; Ancona 1,789 In considerazione di cio’, l’ANCI ritiene sempre piu’ urgente un confronto serio con il Governo e con il Parlamento, per arrivare a consentire ai Comuni di chiudere i bilanci 2008 e soprattutto di programmare il prossimo triennio con regole nuove, misurate sulle singole esigenze dei Comuni e non calate dall’alto come semplici regole generiche ed astratte. |
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