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 Modifiche al patto di stabilità

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T O P I C    R E V I E W
vincenti Posted - 05/11/2008 : 22:39:50
Modifiche al patto di stabilità 2009-2010 (copia ed incolla da altro sito).

Sono stati presentati in Commissione alla Camera direttamente dal relatore (quindi con elevate possibilità di approvazione in testo di legge) gli emendamenti alla legge finanziaria 2009 (AC 1713) per quanto riguarda il patto di stabilità interno enti locali triennio 2009-2011.

Evidenziamo di seguito le modifiche rispetto al testo art. 77 bis DL 112/2008 convertito in Legge 133/2008.

All’articolo 2 dopo il comma 35, aggiungere il seguente:
35-bis. All'articolo 77-bis del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 è sostituito dal seguente:
«3. Ai fini della determinazione dello specifico obiettivo di saldo finanziario, le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti applicano al saldo medio del quinquennio 2003-2007, calcolato in termini di competenza mista ai sensi del comma 5, le seguenti percentuali:
Che cosa significa = la base di partenza per il saldo obiettivo 2009-2011 è data dal quinquennio 2003-2007 non più dal solo anno 2007.

a) se l'ente ha rispettato il patto di stabilità per l'anno 2007 e presenta un saldo medio nel quinquennio 2003-2007, in termini di competenza mista, negativo, le percentuali sono:
1) per le province: 61 per cento per l'anno 2009, 97 per cento per l'anno 2010 e 150 per cento per l'anno 2011;
2) per i comuni: 82 per cento per l'anno 2009, 134 per cento per l'anno 2010 e 214 per cento per l'anno 2011;
b) se l'ente ha rispettato il patto di stabilità per l'anno 2007 e presenta un saldo medio nel quinquennio 2003-2007, in termini di competenza mista, positivo, le percentuali sono:
1) per le province: 10 per cento per l'anno 2009, 10 per cento per l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011;
2) per i comuni: 10 per cento per l'anno 2009, 10 per cento per l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011;
c) se l'ente non ha rispettato il patto di stabilità per l'anno 2007 e presenta un saldo medio nel quinquennio 2003-2007, in termini di competenza mista, positivo, le percentuali sono:
1) per le province: 0 per cento per l'anno 2009, 0 per cento per l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011;
2) per i comuni: 0 per cento per l'anno 2009, 0 per cento per l'anno 2010 e 0 per cento per l'anno 2011;
d) se l'ente non ha rispettato il patto di stabilità per l'anno 2007 e presenta un saldo medio nel quinquennio 2003-2007, in termini di competenza mista, negativo, le percentuali sono:
1) per le province: 70 per cento per l'anno 2009, 107 per cento per l'anno 2010 e 160 per cento per l'anno 2011;
2) per i comuni: 92 per cento per l'anno 2009, 154 per cento per l'anno 2010 e 220 per cento per l'anno 2011.»
Che cosa significa = cambiano per gli enti (in senso peggiorativo se viste in valore assoluto) le percentuali di miglioramento o possibile peggioramento del saldo programmatico rispetto al quinquennio base. La valutazione dell’impatto di tale cambiamento di percentuali tuttavia deve tenere conto della diversa base di riferimento, ovvero il quinquennio al posto del solo anno 2007 (rispetto al testo art. 77 bis DL 112/2008 convertito in Legge 133/2008).

b) Al comma 5 dopo le parole «Il saldo finanziario» sono inserite le parole «tra entrate finali e spese finali».
Che cosa significa = la modifica serve a chiarire meglio il concetto di saldo, dato dalla differenza tra entrate titolo I – II – III (accertato) e IV (incassato in conto competenza e in conto residui) e spesa titolo I (impegnato) e II (pagato in conto competenza e in conto residui), al netto delle voci detraibili.

c) Al comma 6 le parole «saldo finanziario dell'anno 2007, quale risulta dai conti consuntivi,» sono sostituite dalle seguenti «saldo finanziario medio registrato nel quinquennio 2003-2007».
Che cosa significa = adeguamento normativo rispetto alla mutata base di riferimento.

d) Al comma 7 le parole «saldo finanziario dell'anno 2007, quale risulta dai conti consuntivi,» sono sostituite dalle seguenti «saldo finanziario medio registrato nel quinquennio 2003-2007».
Che cosa significa = adeguamento normativo rispetto alla mutata base di riferimento.

e) Dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:
«7-bis. Nel saldo finanziario di cui al comma 5 non sono considerate le risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute dai comuni per l'attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza. L'esclusione delle spese opera anche se le stesse sono state effettuate in più anni purché nei limiti complessivi delle medesime risorse.
7-ter. I comuni che beneficiano dell'esclusione di cui al comma 7-bis sono tenuti a presentare al Dipartimento della Protezione Civile entro il mese di gennaio dell'anno successivo l'elenco delle spese escluse dal patto di stabilità interno, ripartite per la parte corrente e per la parte in conto capitale.».
Che cosa significa = non sono conteggiati ai fini patto (sia nel quinquennio di riferimento, sia nel saldo programmatico) entrate e spese afferenti situazioni di stato emergenza (es. calamità naturali).

f) Al comma 8 dopo le parole: «realizzazione di investimenti» è eliminata la parola:
«infrastrutturali»;
Che cosa significa = è rimasto in vigore il comma che prevede l’impossibilità di utilizzo delle entrate da alienazioni ai fini patto se destinate ad investimenti, ora non più “infrastrutturali” ma in senso lato.

g) Al comma 9 le parole «delle spese finali dell'anno 2007» sono sostituite dalle seguenti «della media quinquennale 2003-2007 delle spese finali»;
Che cosa significa = adeguamento normativo rispetto alla mutata base di riferimento.

h) Il comma 17 è sostituito dal seguente: «17. Per gli enti istituiti nel periodo 2003-2006, si fa riferimento alla media degli anni per i quali sono disponibili i bilanci consuntivi. Gli enti istituiti negli anni 2007 e 2008 sono soggetti alle regole del patto di stabilità interno, rispettivamente, dagli anni 2010 e 2011 assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze, rispettivamente, degli esercizi 2008 e 2009.»;
Che cosa significa = adeguamento per gli enti istituiti nel periodo successivo al 2003.

i) Al comma 20, primo periodo, le parole «sono ridotti del 5 per cento» sono sostituite dalle seguenti «sono ridotti per un importo pari alla differenza, se positiva, tra il saldo programmatico e il saldo reale e comunque per un importo non superiore al 5 per cento,».
Che cosa significa = si attenua l’effetto della sanzione sui trasferimenti statali. In caso di mancato rispetto patto di stabilità, il taglio ai trasferimenti statali non opererà più in modo lineare pari al 5% dei trasferimenti spettanti, bensì sarà pari alla differenza tra il saldo programmatico e il saldo raggiunto, quindi sarà pari alla parte di “sforamento” del saldo programmatico. In ogni caso il taglio ai trasferimenti non potrà essere superiore al 5% dei trasferimenti spettanti.
3   L A T E S T    R E P L I E S    (Newest First)
Franca Posted - 10/11/2008 : 14:52:28
il comma 8 esclude anche "la riduzione del debito".
katia74kp@libero.it Posted - 07/11/2008 : 08:32:05
LE ALIENAZIONI EVENTUALI LE DOVREMMO DESTINARE PER L'ESTINZIONE ANTICIPATA DEI MUTUI O PRESTITI OBBLIGAZIONARI?
Franca Posted - 06/11/2008 : 12:17:38
Ho letto l'articolo su Italia di ieri che anticipava la proposta di modifica, con l'eliminazione del termine "infrastrutturali".
In sostanza, hanno ignorato la proposta di Anci di rendere facoltativa la norma, ed hanno peggiorato l'adempimento.
Quindi le alienazioni che ho in programma a decorrere dal 2009, aderendo all'art. 58 (valorizzazione del patrimonio), che avrebbero dovuto garantirmi il rispetto del patto nel triennio 2009/2011, è meglio non attuarle. Mi troverei a vendere il patrimonio e a non poter utilizzare le entrate.
A cosa, secondo loro, dovrei destinare le entrate del titolo IV? a finanziare la spesa corrente???
E tutto questo per salvare Milano?... dopo Roma e Catania.. chi si metterà in coda a scapito degli altri comuni veramente virtuosi?

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