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 NO ai controlli preventivi

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T O P I C    R E V I E W
piscino Posted - 25/10/2012 : 21:32:40
Le Regioni nettamente contrarie al controllo preventivo.

Sì ad un taglio drastico dei costi della politica, ma no ai controlli preventivi da parte della Corte dei Conti su ogni atto amministrativo: il rischio è di paralizzare del tutto l'attività delle Regioni. Il timore, di Giunte e Consigli regionali, è stato espresso ieri al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, nel corso di un incontro durato oltre un'ora.

“L'articolo 1 del decreto sugli Enti locali (meglio noto come decreto che taglia i costi della politica) rischia di paralizzare la vita amministrativa delle Regioni - ha spiegato all'uscita il governatore della Basilicata, Vito De Filippo Ci sembra che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio - ha aggiunto De Filippo - abbia ben compreso la complessità della questione. Il rischio è lo stallo dal momento che vengono introdotti controlli preventivi di legittimità, ma il rapporto delle Regioni con la Corte dei Conti è storico”, ha concluso il governatore.

“Siamo venuti per comprendere norme che, al momento, sono incomprensibili e, in alcuni casi, incostituzionali - ha osservato, senza peli sulla lingua, il presidente del Consiglio regionale delle Marche, Vittoriano Solazzi, al termine dell'incontro di Palazzo Chigi - Siamo usciti con più confusione di prima - ha proseguito Solazzi - ora vedremo, noi Regioni, di fare una proposta interpretativa e di sottoporla al Governo”. Il timore delle Regioni è che i controlli preventivi degli atti da parte della Corte dei Conti rischino di “prolungare in modo incredibile l'approvazione degli atti stessi. Non riusciamo a comprendere la ratio di queste decisioni - prosegue - che porterebbero a lungaggini sbalorditive. Siamo invece pienamente d'accordo con la diminuzione sostanziale dei costi della politica”.

“La paralisi dell'attività è annunciata: cosa faremo con le migliaia di determinazioni dei dirigenti regionali? Devono essere sottoposte anche loro al controllo preventivo della Corte dei Conti? L'attività della pubblica amministrazione rischia di uscirne impantanata”, ha fatto notare anche Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale della Puglia, il quale ha spiegato anche che le Regioni temono “una retrocessione alla pre Bassanini, quando c'erano i Comitati regionali di controllo”. Accanto a tutto questo, c'è la preoccupazione, da parte delle Regioni, dei continui tagli ai trasferimenti. “Se ci tagliano un miliardo di euro l'anno ogni anno, persino la Lombardia, che ha il bilancio della sanità in pareggio da anni, non ce la farà”, ha osservato il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. E il presidente del Consiglio regionale della Toscana, Alberto Monaci, ha messo in guardia:

“Le istituzioni devono essere potenziate e non smantellate. Non vorrei che si strumentalizzasse il discorso che esistono alcune prebende, che in Toscana oltretutto non ci sono, per dire buttiamo via tutto
1   L A T E S T    R E P L I E S    (Newest First)
vincenti Posted - 28/10/2012 : 09:02:28
Una valanga di controlli si abbatte sugli enti locali in seguito all'entrata in vigore del decreto-legge 174 del 10 ottobre.

Con riferimento ai comuni e alle province vengono introdotte numerose e sostanziali modifiche alle disposizioni vigenti in materia contenute nel testo unico 267/2000 estendendo la gamma dei controlli interni alle seguenti forme: controllo di regolarità amministrativa e contabile, controllo degli equilibri finanziari della gestione e dell'osservanza del patto di stabilità interno, controllo di gestione, controllo strategico e, negli enti con popolazione superiore a 10 mila abitanti, controllo dello stato di attuazione di indirizzi e degli obiettivi da parte degli organismi gestionali esterni, controllo della qualità dei servizi erogati e controllo sulle società partecipate.

A tali controlli occorre poi aggiungere quelli esercitati dai servizi finanziari e dagli organi di revisione degli enti locali. Non tutte le indicate forme di controllo sono nuove nell'ordinamento degli enti locali. Il decreto-legge 174, inoltre, potenzia i controlli esterni sugli enti locali e, in primo luogo, quelli della Corte dei conti. La verifica semestrale da parte delle sezioni regionali della Corte riguarderà: la legittimità e la regolarità delle gestioni, il funzionamento dei controlli interni, il rispetto delle regole contabili e del pareggio di bilancio, il piano esecutivo di gestione, i regolamenti e gli atti di programmazione e pianificazione.

Un area vasta che si estende anche a documenti privi di efficacia esterna e di grande rilevanza interna come il Peg che è un budget operativo della gestione. Per l'esercizio di tale forma di controllo, il sindaco dei comuni con più di 10 mila abitanti è tenuto a trasmettere ogni sei mesi alla Corte un referto sulla regolarità della gestione e sull'efficacia e adeguatezza del sistema dei controlli interni adottato. Addirittura il referto non è libero, ma va compilato secondo linee-guida deliberate dalla Corte medesima.

Per gli stessi fini, la Corte potrà disporre, oltre a tale informativa, di altri strumenti e in particolare degli accertamenti e delle verifiche del Corpo della Guardia di finanza che potrà agire con gli stessi poteri ad esso attribuiti ai fini degli accertamenti relativi all'Iva e alle imposte sui redditi. Sono inoltre previste verifiche da parte dei Servizi ispettivi di finanza pubblica del Mef che si aggiungono ai controlli del ministero della funzione pubblica. La norma è accompagnata da una sanzione che va da cinque a venti volte la retribuzione mensile. È questa una novità che conferma il carattere centralista della riforma.

FONTE: ITALIA OGGI

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