al termine del lavoro del tavolo tecnico da Lei istituito e per mettere a fuoco i risultati finali dello stesso sono a chiederLe un incontro urgente. Il lavoro congiunto, infatti, se da un lato ha prodotto alcune soluzioni positive soprattutto sul lato dell’autonomia organizzativa e sui pagamenti alle imprese, dall’altro non ha soddisfatto invece le richieste in materia di patto di stabilità interno e del contributo dei comuni alla difficile fase economica. In tal senso, Le allego l’ordine del giorno approvato ieri nel Comitato Direttivo dell’ANCI da tutti i sindaci, in rappresentanza dei comuni piccoli e grandi, del sud e del nord del Paese e di ogni colore politico per illustrarle le valutazioni politiche e le proposte degli amministratori locali. L’introduzione dell’IMU si è trasformata in un boomerang per i Comuni che chiederanno ai cittadini di pagare non avendo in cambio né il gettito (riservato in larga parte allo stato), né la liquidità mettendo seriamente a rischio finanche il pagamento degli stipendi ai lavoratori. Stiamo organizzando per il 24 maggio, a Venezia, una giornata di mobilitazione per mettere al centro dell’agenda delle politiche nazionali un piano straordinario per rilanciare lavoro e sviluppo perché siamo convinti (e la storia del nostro e di altri Paesi stranieri lo conferma) che questo obiettivo non potrà essere raggiunto senza il coinvolgimento dei comuni e delle città dove si realizza gran parte del PIL nazionale e dove si concretizzano le politiche di integrazione sociale. Caro Presidente, i comuni possono essere il reticolo istituzionale a cui il Paese può appoggiarsi in una fase di recessione come quella che stiamo vivendo; ci aspettiamo che il Governo colga questa occasione e non spinga queste Istituzioni, le più antiche, dall’altra parte del tavolo.