| T O P I C R E V I E W |
| 85st |
Posted - 01/03/2012 : 13:57:25 dal sito civicasrl.it
Se non si tratta di disobbedienza civile poco ci manca. I comuni sono stanchi di recitare, da anni, la parte dei più virtuosi ma al tempo stesso dei più penalizzati dallo stato centrale, e mettono in mora il governo Monti: senza risposte concrete l'Anci inviterà i sindaci a non rispettare il patto, escludendo dai vincoli di bilancio alcune spese che gli enti vogliono poter fare a vantaggio dei cittadini e delle imprese.
Innanzitutto c'è da pagare i fornitori e onorare gli impegni relativi a opere pubbliche già terminate. Poi ci sono le spese per la protezione civile (e l'emergenza neve dei giorni scorsi ha portato il problema drammaticamente alla ribalta), quelle relative al welfare (con particolare attenzione ai disabili) e all'edilizia scolastica, i finanziamenti autorizzati dal Cipe o con fondi europei e per finire i costi sostenuti dai comuni sedi di tribunale per mantenere gli uffici giudiziari.Tutto questo, avverte l'Anci, deve restare fuori dal Patto altrimenti sarà collasso.
La delibera di giunta con le istruzioni rivolte ai responsabili dei servizi finanziari su come effettuare lo sforamento è pronta e verrà presto inviata a tutti i comuni. La dolorosa decisione è stata presa ieri dai vertici dell'Anci a Napoli (si veda ItaliaOggi di ieri) dove si è riunito il Consiglio nazionale che ha approvato all'unanimità l'ordine del giorno sul patto di stabilità. Accanto al presidente dell'Anci Graziano Delrio, Gianni Alemanno, sindaco di Roma e presidente del consiglio nazionale, il vice presidente Anci e sindaco di Bari Michele Emiliano, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris e il presidente di Anci Campania Vincenzo Cuomo.
I numeri del resto parlano da soli. Quattro manovre recessive dal 2008 ad oggi (cinque se si include anche la legge di stabilità 2012) che hanno progressivamente accresciuto il contributo finanziario richiesto ai sindaci portandolo dai 2,16 miliardi del 2011 ai 3,7 del 2012 fino ai 4 miliardi e mezzo dell'anno prossimo.
Un salasso a cui va aggiunto il cervellotico meccanismo del Patto che per non espandere la spesa pubblica impedisce ai sindaci di spendere i denari che hanno in cassa per pagare imprese e fornitori. L'Anci ritiene «tecnicamente non raggiungibili» gli obiettivi programmatici per gli esercizi 2012-2014 giudicati non alla portata della maggior parte dei comuni sopra i 5.000 abitanti.
La settimana prossima Delrio vedrà Monti per cercare di strappare qualche apertura sul Patto. Nel frattempo non vuol sentir parlare di disobbedienza civile. «Non stiamo invitando alla disobbedienza, ma stiamo dicendo che desideriamo obbedire a una serie di leggi che ci impongono di mettere in sicurezza le scuole, il territorio, di pagare le imprese che altrimenti licenzierebbero gli operai.
La Costituzione ci impone di mettere al primo posto gli interessi dei cittadini, come ad esempio nel caso dei fondi comunitari che non possiamo perdere per le responsabilità di altri». «Confido molto nell'intervento del presidente del consiglio Monti», ha proseguito il sindaco di Reggio Emilia, «e mi auguro che riprenda in mano la situazione. I comuni non chiedono nulla di trascendentale ma soltanto di rivedere una situazione anomala, disponendo delle stesse regole esistenti negli altri paesi europei, dalla Francia alla Germania». Se le risposte non dovessero essere quelle attese allora la delibera di disobbedienza sarà un'arma potenzialmente esplosiva nelle mani dei sindaci. Il testo (disponibile sul sito www.anci.it) autorizza i responsabili finanziari degli enti a non computare ai fini della verifica del patto di stabilità per l'esercizio finanziario 2012 le categorie di spese di cui si è detto: emergenze, welfare, edilizia scolastica, funzioni fondamentali e finanziamenti Cipe e Ue.
Quanto alle opere pubbliche e agli investimenti in corso dovranno restare fuori dal Patto 2012 le spese relative a residui passivi 2010 nel limite massimo annuo del 10% di questi ultimi.
Lo schema di delibera propone inoltre al consiglio comunale di modificare, in attesa del recepimento delle proposte Anci, il prospetto degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità da allegare al bilancio di previsione 2012 , al fine di tenere conto delle esclusioni dal saldo di competenza mista delle spese di cui sopra. La delibera si conclude con una clausola a tutela dei dirigenti che assumono gli impegni di spesa e dei responsabili finanziari. Per tali fattispecie saranno esonerati dal verificare coerenza e compatibilità con i limiti del Patto. La violazione di quest'obbligo di accertamento non comporterà responsabilità amministrativa e disciplinare a loro carico.
FONTE: ITALIA OGGI |
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| vincenti |
Posted - 08/03/2012 : 14:08:55 “Un tavolo istituzionale, che entro pochi giorni dia corso ad una rivisitazione del Patto di stabilità in un’ottica di maggiore flessibilità, pur nel rispetto degli impegni europei”. E’ questo il più significativo esito scaturito dall’incontro di oggi tra la presidenza dell’Anci e il governo a Palazzo Chigi (foto). Lo spiega in conferenza stampa il presidente Graziano Delrio: “Abbiamo chiesto e ottenuto ampia disponibilità dal governo riguardo il ripristino dell’autonomia organizzativa dei Comuni, necessario per poter svolgere al meglio il compito di garantire i servizi essenziali ai cittadini e alle comunità, a maggior ragione in un momento di profonda difficoltà come è quello che stiamo attraversando”.
Dall’Anci è partita inoltre la richiesta di “dare corso nel più breve tempo possibile al federalismo demaniale”, mentre un’ulteriore apertura si è registrata riguardo “la richiesta di avviare un percorso di attribuzione ai Comuni dell’Imu – spiega Delrio – arrivando almeno ad una quota del 70% a favore dei Comuni”. Chiusura totale, invece, sul tema del trasferimento delle tesorerie comunali allo Stato centrale: “Abbiamo chiesto di sospendere la norma o almeno di farla durare il più breve possibile, al massimo fino al 2013, riconoscendo ai Comuni i circa 300 milioni di minori entrate per interessi che il trasferimento delle tesorerie provocherà, ma il ministero dell’Economia ha opposto problemi di ordine generale”. Delrio ha ribadito che “i numeri affermano senza ombra di dubbio che i Comuni non sono i figli spreconi dell’apparato statale e che anzi hanno portato dal 2007 13 miliardi di saldo positivo al comparto della pubblica amministrazione”.
Dunque l’auspicio: “Ci auguriamo che il tavolo con il governo porti a soluzioni in tempi brevi, perché i sindaci devono chiudere i bilanci proprio in questi giorni. Se così non dovesse essere non verranno meno le ragioni per cui abbiamo approvato un ordine del giorno che invita i sindaci a valutare la possibilità di mettere in discussione il Patto di stabilità in alcuni settori determinanti per lo sviluppo”. |
| vincenti |
Posted - 07/03/2012 : 11:52:08 dal sito civicasrl.it
Un tavolo tecnico tra governo ed enti locali per individuare forme di maggiore flessibilità rispetto ai bilanci e sbloccare i pagamenti alle aziende da considerare prioritari.
Ma per il momento nessuna revisione del patto di stabilità. Gli spazi di manovra per alleggerire il Patto saranno costituiti da quei 6 miliardi stanziati dalla legge sulle liberalizzazioni per pagare le imprese. È questa la timida apertura offerta all'Anci dal governo dopo la protesta dei sindaci che nei giorni scorsi erano arrivati a minacciare la disapplicazione dei vincoli contabili per le spese considerate essenziali a vantaggio di cittadini. Il tavolo sarà presieduto dal ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri e vi siederanno il ministro della funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, il viceministro all'economia Vittorio Grilli, il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà, oltre ai rappresentanti delle autonomie locali.
Il numero uno del Viminale non vuole però illudere i sindaci. ««Sappiamo che a saldi invariati modificare il patto di stabilità è come arrampicarsi sul ghiaccio, ma è emersa una grande responsabilità da parte di tutti e si cercherà di lavorare insieme per venire incontro alle richieste dei comuni», ha sottolineato. Sulla tesoreria unica, invece, si registra una netta chiusura da parte del governo. «L'esecutivo non ha avviato nessun tentativo di revisione della norma», ha osservato il presidente dell'Anci, Graziano Delrio. «Noi avevamo chiesto una sospensione del provvedimento» che penalizza i bilanci locali per circa 300 milioni di euro.
Un'altra delle richieste messe in campo dall'Anci riguarda l'Imu. I comuni hanno chiesto che l'imposta abbia un percorso di attribuzione progressiva, ma su questo l'apertura non è stata così coraggiosa come sul patto di stabilità. Secondo Delrio una soluzione potrebbe essere «l'assegnazione ai comuni del 70% degli introiti, supportati per il resto dal fondo di riequilibrio». Infine il federalismo demaniale, «tema sospeso non si sa per quale motivo». Sulla problematica l'Anci ha chiesto «risposte al più presto».
FONTE: ITALIA OGGI |
| tpa |
Posted - 06/03/2012 : 18:28:05 “Proprio in queste ore sarà firmato il decreto di deroga al Patto di stabilità interno per Regioni ed enti locali per consentire l'utilizzo dei cofinanziamenti impegnati nei progetti comunitari”. Lo ha annunciato da Palermo il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, parlando con i giornalisti a Palazzo d'Orleans. “Si tratta di un miliardo di euro - dice Barca - ed è una risposta importante alla sollecitazione europea”.
Alla Regione siciliana dovrebbe andare una quota del 20%, anche se l'assessore al Bilancio Gaetano Armao, dice rivolgendosi direttamente a Barca: “Chiederemo di raddoppiare la quota”.
L'indicazione di Barca pare andare incontro ai desiderata degli enti locali. “Spero che su alcuni argomenti, come sul Patto di stabilità, si possa concludere oggi”, ha affermato il presidente dell'Anci, Graziano Del Rio, poco prima dell'incontro, in calendario alle 15,30, tra governo ed enti locali. Del Rio non si sbilancia sull'Imu e si limita a dire “aspettiamo”, mentre per gli altri argomenti sul piatto della trattativa, “come autonomia organizzativa e finanziaria dei Comuni -conclude, parlando a margine della conferenza stampa sulle proposte di legge di iniziativa popolare su cittadinanza e diritto di voto agli immigrati- spero che si possa avere un incontro più fluido” |
| tpa |
Posted - 05/03/2012 : 14:11:05 Il governo adotti “un approccio riformatore e di innovazione anche nel rapporto fra Comuni, Istituzioni territoriali e crescita, come sta con determinazione portando avanti in altri settori”. E dia seguito “agli impegni assunti” sul terreno del patto di stabilità attraverso “uno sblocco della spesa per investimenti monitorata, regolata e virtuosa”. E’ l’appello che il presidente dell’Anci, Graziano Delrio, rivolge al presidente del consiglio Mario Monti, con il sostegno di numerose forze produttive, economiche e sociali.
Delrio, dopo aver ricordato a Monti che “tutti i Comuni, chiedono piena e assoluta aderenza alle parole d’ordine da lei fissate, ossia rigore, crescita ed equità”, evidenzia che il contributo delle amministrazioni locali a sostegno dello sviluppo del Paese è di fatto “impedito da regole che in tanti definiscono irragionevoli ed ottuse, su cui tutte le forze politiche in Parlamento hanno assunto una posizione di contrarietà, invitando il Governo a correggerle”.
“Solo in questa legislatura – sottolinea il Presidente - sono state approvate più di 40 mozioni e circa 180 ordini del giorno in cui si chiede al Governo di modificare il patto di stabilità per consentire ai Comuni di sostenere lo sviluppo, di completare le opere avviate e di poter pagare le proprie obbligazioni nei confronti dell’impresa”. Per questo motivo secondo Delrio è arrivato il momento di dar corso agli impegni assunti dall’esecutivo. “I Comuni – ricorda la lettera - possono attivare risorse disponibili, rapidamente utilizzabili e dal sicuro rendimento sociale, ottemperando agli obblighi già assunti con opere progettate o già cantierate, come in questi anni hanno fatto Paesi quali la Germania e la Francia, contribuendo ad invertire i dati fortemente negativi del PIL, favorendo l’occupazione e sostenendo la domanda interna”.
Il presidente dell’Anci si dice, infine, convinto che “al nostro appello potranno unirsi soggetti politici, istituzionali, sociali e produttivi, il mondo dell’informazione e del pensiero, tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’Italia, il benessere delle nostre comunità”. (gp)
All’appello lanciato dall’Anci hanno già aderito: AGCI, UIL, CISL, ANCE, CGIL, UGL, CONFSERVIZI, UNICOOP, CONFAPI, CONFAGRICOLTURA, ACRI, COLDIRETTI, CISAL, LEGA NAZ. COOP. E MUTUE, CIA, CONFAIL, ACLI, R.E.TE IMPRESE ITALIA (CASARTIGIANI,CONFARTIGIANATO,CNA,CONFCOMMERCIO,CONFESERCENTI)
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| tpa |
Posted - 03/03/2012 : 14:37:58 “Il grido delle comunita' locali non e' per scassare i conti del Paese, ma per avere piu' coesione sociale, per aiutare il Paese a crescere'. A sottolinearlo e' il presidente dell'Anci, Graziano Delrio, intervenuto a Milano a un dibattito promosso dal Pd sul patto di stabilita' interno, cui hanno partecipato tra gli il sindaco di Torino, Piero Fassino, quello di Milano, Giuliano Pisapia e il primo cittadino di Lodi, Lorenzo Guerini.
Secondo Delrio “le grandi aree urbane hanno bisogno di spendere i loro soldi” ed e' per questo che sulla deroga del patto di stabilità interno “c'e' un grido delle comunità locali”. Su questo punto, ha detto ancora il presidente dell'Anci, “c'e' una volonta' politica molto forte, che e' la volonta' del Paese” come dimostrano le “40 mozioni e 200 ordini del giorno votati dal Parlamento per invitare il governo a modificare il patto di Stabilita' interno”. Di questo si parlera' martedi' nella riunione già fissata con il governo. Le altre questioni ‘aperte’ vanno dalla proposta di un calcolo diverso tra i soldi usati per la spesa corrente e quelli per gli investimenti, alla possibilita' di accendere mutui, alla richiesta di cambiare almeno in parte l'Imu.
Quanto verra' raccolto con questa tassa, infatti, andra' meta' allo Stato e meta' ai Comuni, una proporzione che, secondo Fassino, dovrebbe essere cambiata lasciando agli enti locali almeno il 70%. “Spero - ha aggiunto il sindaco di Milano - Giuliano Pisapia - che il governo ci ripensi e faccia autocritica su un provvedimento iniquo”. Ed e' per questo che il Comune di Milano sta valutando se aprire un contenzioso giudiziario sulla questione che considera incostituzionale. Una delle ipotesi potrebbe essere quella di non versare la quota dell'Imu dovuta al governo ma trattenerla.
“Bisogna che il governo assuma un atteggiamento serio e leale nei nostri confronti - ha sottolineato il sindaco di Lodi, Lorenzo Guerini - la previsione e' che nel 2012 l'attuale patto di stabilita' portera' il 30% dei Comuni a non rispettarlo. Non possiamo continuare a vendere il patrimonio all'infinito". "Il patto di stabilita' - ha sintetizzato il sindaco di Torino - mette in ginocchio le amministrazioni”. |
| tpa |
Posted - 03/03/2012 : 14:36:26 Dai dati che presentiamo oggi emerge che come Comuni siamo destinati a subire tagli senza poter spendere i soldi che abbiamo in cassa, con uno ‘svilimento’ dell’autonomia dei Comuni. Con questi numeri non possiamo mantenere i servizi che in Toscana siamo abituati a fornire”. Con queste parole il presidente di Anci Toscana commenta i dati che sono presentati oggi nel corso di una conferenza stampa a Firenze relativi al contributo dei comuni toscani al risanamento della finanza pubblica negli anni 2012-2014. “Nel 2012, con il combinato disposto tra taglio dei trasferimenti e rispetto degli obiettivi del Patto di stabilità abbiamo raggiunto il livello di guardia, come comuni toscani perdiamo un potenziale di iniziativa di circa 459 milioni – ha affermato Cosimi -.
In questo quadro, non è più possibile andare avanti in una condizione in cui non ci sia lo sblocco del Patto di stabilità. Non stiamo chiedendo che ci vengano tolti i tagli ma che ci venga data la possibilità di spendere i soldi che abbiamo in cassa. Le imprese oggi non riescono più a trovare una risposta né nella Pubblica amministrazione, né nelle banche. Il nostro contributo a risolvere i problemi dello Stato lo paghiamo volentieri, ma in queste condizioni non riusciamo più a garantire i servizi che le città ci chiedono, ci troviamo nell’impossibilità di investire e di pagare le imprese”.
Due sono le proposte di cui si è discusso nel corso dell’ultimo Consiglio nazionale Anci del 29 febbraio a Napoli e che Cosimi ha rilanciato oggi a Firenze: “Se non ci saranno cambiamenti di orientamento da parte del Governo, la prima proposta è quella di uscire dal Patto di stabilità per una serie di servizi importanti per i cittadini, mi riferisco ad esempio a quelli relativi alla manutenzione delle scuole, o al rischio idraulico. Non ci dimentichiamo che in Toscana ci sono servizi per i quali i Comuni surrogano lo Stato, ad esempio le scuole materne. Col Patto di stabilità la Pubblica amministrazione uccide tutto quello che è intorno a lei”.
L’altra questione è quella della Tesoreria unica: “Anci si oppone formalmente alla tesoreria unica, che consideriamo un elemento di assoluta incostituzionalità – ha precisato Cosimi -. Con la tesoreria unica inoltre perdiamo un’altra leva attraverso cui gli istituti credito avrebbero potuto dare un sostegno per far ripartire l’economia locale. Tra tesoreria unica e patto stabilità il 70/80 per cento del bilancio e già compresso”.
Altro tema su cui Cosimi si è soffermato è l’Imu: “Dare ai Comuni la possibilità di manovrare le aliquote significare rendere i Comuni il ‘terzo esattore’ – ha detto il presidente di Anci Toscana – e si scontra con il principio dell’autonomia dei Comuni. Abbiamo quindi proposto come Anci di azzerare il sistema dei trasferimenti e che l’Imu rimanga totalmente nelle casse dei Comuni”.
La tassazione indiretta “è un modo per non scegliere – ha affermato Cosimi – perché finisce col penalizzare coloro che hanno meno. Bene l’opera del governo Monti, ma a questo punto occorre smettere di colpire questo segmento dello Stato. Chiediamo al Governo di attivare la conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica che non è mai stata attivata e di quella per la revisione del Patto di stabilità che Monti non ha mai convocato”.
Infine, il presidente di Anci Toscana lancia una provocazione: “In un articolo Sergio Romano sul Corriere della Sera ha detto in maniera enfatica che a questo punto, per la gestione di questa fase di crisi, ci vogliono dei buoni prefetti – ha affermato Cosimi -. I numeri che diamo sono quelli di un comparto che di qui al 2014 ha già dato e darà una risposta importante ai conti dello Stato. Se ci vogliono bravi prefetti non c'è problema, che commissarino i Comuni”. |
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