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Posted - 28/02/2012 : 15:42:26 Il patto di stabilità di Arturo Bianco
Il comune di Roma è chiamato a negoziare con il Ministro dell’economia e delle finanze gli obiettivi di rispetto del patto di stabilità a partire dal 2012. Tutti gli enti locali soggetti al patto devono concorrere al raggiungimento di obiettivi più impegnativi rispetto agli anni precedenti. Aumentano le sanzioni che sono dettate per le amministrazioni inadempienti: occorre infatti effettuare anche il taglio delle indennità degli amministratori e dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali. Sono queste alcune tra più rilevanti indicazioni che sono contenute nella circolare della Ragioneria Generale dello Stato n. 5 del 14 febbraio.
LE INDICAZIONI GENERALI Il concorso richiesto agli enti locali è il seguente: per le province 1200 milioni di euro nel 2012 e a partire dal 2013 1300 milioni di euro; per i comuni (ivi compresi quelli con popolazione superiore a 1.000 abitanti che dal prossimo 1 gennaio 2013 saranno sottoposti ai vincoli del patto di stabilità unitamente alle aziende speciali, alle istituzioni ed alle unioni costituite tra i comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti) 4200 milioni euro per l’anno 2012 e a partire dal 2013 4500 milioni di euro. Con la cd Robin tax e con la legge di stabilità è stato previsto un lieve recupero di tali riduzioni.
La novità più rilevante dettata dalla legislazione, in particolare dal DL n. 98/2011, è costituita dalla utilizzazione di criteri di virtuosità per la determinazione degli obiettivi del patto per i singoli enti. I parametri da utilizzare sono i seguenti 4: rispetto del patto, autonomia finanziaria, equilibrio di parte corrente e rapporto tra riscossioni e accertamenti delle entrate di parte corrente. Sulla base di tali parametri gli enti vengono inquadrati in due classi, ponendo a carico di quelli non virtuosi gli oneri aggiuntivi a decorrere dall’anno 2013. La circolare ricorda che anche le società in house saranno assoggettate al patto con le modalità che saranno dettate con uno specifico decreto del Ministro dell’economia, di concerto con quello dell’interno e sentita la Conferenza Unificata.
GLI ADEMPIMENTI INIZIALI Dalle indicazioni dettate dalla circolare del Ministro dell’economia ricaviamo che il bilancio preventivo deve essere deliberato in modo da rispettare i vincoli dettati dal patto di stabilità: il mancato rispetto di questo vincolo determina una “grave irregolarità finanziaria e contabile” e l’ente è impegnato a porvi immediatamente riparo. Per questa ragione al bilancio deve essere allegato un prospetto di competenza e di cassa sugli aggregati rilevanti ai fini del rispetto del patto, in modo da dare atto che il rispetto avviene anche sulla gestione dei flussi di cassa. La circolare ci ricorda che i dirigenti e, negli enti che ne sono sprovvisti, i responsabili che assumono provvedimenti di spesa devono accertare tanto la copertura degli oneri nel bilancio preventivo quanto la compatibilità dei pagamenti con il rispetto dei vincoli del patto. Tale ultima verifica deve essere effettuata soprattutto con riferimento alle previsioni contenute nel prospetto allegato al bilancio.
LE SANZIONI Il legislatore stabilisce una serie di sanzioni, per la verità assai dure, per gli enti inadempienti:
taglio del fondo sperimentale di riequilibrio nella misura pari alla differenza tra risultato registrato ed obiettivo predeterminato e comunque entro il tetto massimo del 3% delle entrate correnti dell’ultimo conto consuntivo; imposizione di una soglia massima agli impegni di spesa corrente, che non possono superare l’importo medio dei corrispondenti impegni effettuati nell’ultimo triennio; previsione del divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare investimenti. I mutui ed i prestiti obbligazionari devono essere corredati dalla attestazione del raggiungimento del patto nell’anno precedente. Sono escluse da tale divieto le devoluzioni dei mutui e quelli che sono finalizzati all’estinzione anticipata di precedenti indebitamenti, nonché quelli a totale carico di altra amministrazione; previsione del divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualunque titolo (sanzione che si applica anche nel caso di superamento della spesa del personale dell’anno precedente ed in quello del superamento del rapporto massimo del 50% tra spesa del personale e spesa corrente); vincolo alla riduzione della indennità di carica degli amministratori e del gettone di presenza dei consiglieri nella misura del 30% di quello in godimento al 30 giugno 2010. Tale riduzione si può sommare anche a quella irrogata in caso di mancato rispetto del patto di stabilità dell’anno precedente.
Si ricorda che il legislatore prevede specifiche previsioni per impedire alle amministrazioni di dare corso a comportamenti elusivi dei vincoli dettati dal patto; viene prevista la maturazione di specifiche responsabilità anche a carico di coloro che si rendono responsabili di tali comportamenti: la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti può disporre sanzioni pecuniarie sia per gli amministratori, fino a 10 volte la indennità di carica, sia per il responsabile finanziario, fino a 3 mesi il trattamento economico in godimento.
GLI ALTRI VINCOLI La circolare 5/2012 della Ragioneria Generale dello Stato si completa anche con la illustrazione degli altri vincoli che sono dettati dal legislatore per la gestione finanziaria degli enti locali. In primo luogo ricordiamo quelli per il progressivo contenimento dell’indebitamento entro i tetti dello 8% dei primi 3 titoli delle entrate per il 2012, del 6% dal 2013 e del 4% dal 2014. Siamo in presenza di disposizioni che rendono ancora maggiori le limitazioni dettate da precedenti disposizioni. Tali valori vanno calcolati sul rendiconto del penultimo anno precedente a quello in cui viene assunto il mutuo.
Tra le altre misure viene ricordata la riduzione dell’indebitamento, sulla base di specifiche regole che saranno dettate con decreto del Ministero dell’economia, sentita la Conferenza Unificata. Il Ministero dell’economia e delle finanze potrà infine dettare previsioni specifiche per raggiungere il risultato del contenimento dei prelevamenti dalla tesoreria, possibilità che ricordiamo si aggiunge alle modifiche sulla tesoreria dettate dal DL cd sulle semplificazioni burocratiche. |
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