| T O P I C R E V I E W |
| vincenti |
Posted - 21/02/2012 : 14:29:46 dal sito www.civicasrl.it
Parte ufficialmente dopodomani il terzo capitolo della rilevazione dei «fabbisogni standard» dei Comuni, chiamato a sostituire progressivamente dall'anno prossimo la spesa storica nella definizione del livello di entrate che il fondo di riequilibrio (e, dal 2014, quello di perequazione) dovranno garantire a ogni Comune. Da giovedì saranno disponibili agli operatori sul sito ad hoc della Sose (https://opendata.sose.it/fabbisognistandard) i questionari relativi alle attività comunali del 2010 nell'istruzione pubblica, predisposti dai tecnici dell'Ifel (l'Istituto per la finanza e l'economia locale dell'Associazione dei Comuni) e ingegnerizzati dalla Società per gli studi di settore.
Per rispondere ci saranno 60 giorni di tempo, dopo di che le informazioni registrate dai Comuni e dalle Unioni saranno elaborate alla ricerca dei dati fuori linea e delle conseguenti medie ponderate a cui ancorare i livelli di finanziamento garantito.
Forti anche dell'esperienza maturata sul campo, i nuovi questionari cercano di indirizzare le risposte su binari definiti, richiamando il più possibile informazioni già elaborate dal Comune nei certificati di bilancio consuntivo e nel conto annuale del personale. L'impresa ovviamente non è semplice, perché l'istruzione coinvolge i Comuni in più ambiti (oltre alla scuola dell'infanzia e primaria, su cui la competenza è più diretta, ci sono per esempio i locali e i servizi di supporto per le medie e le superiori), e con più modalità organizzative: soprattutto negli enti più piccoli, e in maniera più accentuata in seguito al ridisegno della geografia scolastica prodotta dal piano di razionalizzazione introdotto nel 2008 dall'allora ministro Mariastella Gelmini, l'istruzione coinvolge forme di gestione associata parziale o totale, dalle Unioni ai consorzi. In tutto, secondo le analisi dell'Ifel, l'istruzione assorbe il 10% della spesa corrente dei Comuni: in gioco c'è quindi una grandezza che oscilla intorno ai 5,2 miliardi di euro all'anno. La base di lavoro, come detto, è in larga parte offerta dai dati dei certificati consuntivi e dei conti del personale, ma i questionari devono ovviamente fare qualche passo in più. Con tre obiettivi: un grado di dettaglio maggiore, una riclassificazione che consenta di fare confronti fra diverse soluzioni organizzative, e un'aggiunta di informazioni sui "risultati" garantiti dai servizi.
Ogni spesa, di conseguenza, va articolata a seconda del livello di scuola a cui si riferisce, le entrate vanno distinte per la tipologia del servizio a cui si riferiscono (dalla refezione al trasporto e all'assistenza dei disabili), e per le risorse umane i calcoli cambiano in base all'impegno, totale o parziale, sulla funzione e alla modalità organizzativa, compreso il personale in convenzione o distacco. Sul versante degli «output», l'analisi chiede di misurare i risultati, per esempio in termini di pasti serviti e persone trasportate. La fotografia, inoltre, deve estendersi alle strutture utilizzate, anch'esse distinte per tipologia di servizio effettuato. Sempre nel corso del 2012, occorrerà poi mettere mano agli aggiornamenti al 2010 della prima ondata di informazioni, su Polizia locale e amministrazione generale, che l'anno scorso hanno rappresentato il debutto ufficiale della macchina dei «fabbisogni standard». Il quarto settore, che sarà posto sotto monitoraggio prossimamente, è invece quello relativo a viabilità e trasporti.
FONTE: IL SOLE 24 ORE |
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Posted - 23/02/2012 : 21:10:37 Scatta la terza fase dell'operazione «fabbisogni standard» degli enti locali. Da oggi, infatti, sono disponibili sul portale internet dedicato (https://opendata.sose.it/fabbisognistandard) tre nuovi questionari, uno per i comuni e due per le province, progettati da Sose con la collaborazione di Ifel e Upi.
Per i comuni e le unioni di comuni, il focus è esclusivamente sulla spesa relativa alle funzioni di istruzione pubblica. Si tratta di un aggregato che, nell'anno di riferimento (2010), valeva oltre 5 miliardi di euro all'anno, circa il 10% dell'intera spesa corrente comunale. La novità più significativa è rappresentata dall'attenzione verso le forme associative: per ogni tipologia di servizio – scuola dell'infanzia, altri ordini di scuola (primaria, ovvero secondaria di primo e secondo grado), trasporto, refezione, assistenza e trasporto dei disabili, altri servizi (educatori, amministrativi, di supporto) – occorrerà specificare se la gestione avviene mediante unione, comunità montana, consorzio o convezione, indicando, altresì, i dati relativi alla forma associativa di appartenenza (nome dell'unione o della comunità montana, codice fiscale del consorzio, comune capofila della convenzione).
Come nelle precedenti rilevazioni, particolare attenzione è rivolta alla quantificazione ed alle modalità di impiego del personale, oltre che alla descrizione delle dotazioni strumentali (edifici scolastici, scuola-bus, locali attrezzati, plessi).
Per le province, oltre all'istruzione, finiscono sotto esame anche le funzioni riguardanti la gestione del territorio: sul primo versante, la rilevazione punta soprattutto ad acquisire le informazioni utili alla determinazione dei fabbisogni standard relativi all'istruzione secondaria ed alla formazione professionale, mentre sul secondo saranno monitorati i servizi di viabilità, urbanistica e programmazione territoriale.
La maggior parte delle informazioni potrà essere ricavata dalla contabilità degli enti, ma in alcuni casi sarà necessario un lavoro certosino: ai comuni, ad esempio, i questionari richiedono di suddividere la superficie degli edifici a seconda della funzione svolta in ciascuna porzione (attività didattiche e collettive, palestre, mense ecc.) e di indicare il numero di pasti erogati. Per rispondere gli enti interessati (tutti i comuni e le province appartenenti alle regioni a statuto ordinario, mentre sono esclusi quelli appartenenti alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e Bolzano) hanno 60 giorni di tempo; per gli inadempienti, è previsto, sino all'adempimento dell'obbligo, il blocco delle risorse erogate attraverso il fondo sperimentale di riequilibrio.
Entro fine marzo sarà online un nuovo questionario destinato ai comuni, che riguarderà le funzioni nel settore sociale.
FONTE: ITALIA OGGI |
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