| T O P I C R E V I E W |
| tpa |
Posted - 25/01/2012 : 12:28:26 dal sito civicasrl.it
Scomporre la base imponibile dell'Imu in cinque componenti e calcolare per ognuna di esse gli effetti "imprevisti" che la riscrittura delle regole portata dall'introduzione dell'Imu può portare rispetto a quel che accadeva con la disciplina dell'Ici. È il passaggio obbligato per i Comuni che in queste settimane stanno cercando di risolvere il rompicapo del bilancio 2012, che proprio sull'Imu trova il proprio ostacolo principale.
Il gettito della nuova imposta sul mattone, secondo quanto previsto dal Dl 201/2011 (nel criptico articolo 13, comma 17), fa infatti variare anche la quota di fondo di riequilibrio «in ragione delle differenze del gettito stimato ad aliquota dì base». La norma non dice di più, e solleva parecchie domande di difficile soluzione: le differenze rispetto a che cosa si calcolano? Come impatta il criterio del calcolo ad aliquota di base? Quali sono le conseguenze sul fondo di riequilibrio.
A queste domande offrono una prima risposta le istruzioni diffuse ieri dall'Ifel, l'istituto per la finanza e l'economia locale dell'Anci, su come ogni Comune deve effettuare il calcolo delle variazioni di risorse fra 2011 e 2012 che si producono con il debutto dell'Imposta municipale unica.
La compensazione, prima di tutto, opera nel senso che i Comuni si vedranno aggiungere o togliere una quota di fondo di riequilibrio per pareggiare le minori o maggiori risorse assicurate dall'Imu a «disciplina di base» (l'aliquota è solo una delle componenti che determinano il gettito) rispetto all'Ici. L'Ici da assumere come riferimento, sottolineano i tecnici dell'Ifel, è quella del 2010, che al momento è l'ultima annualità a offrire un quadro completo a livello nazionale; il valore a cui ancorarsi, secondo le istruzioni, è quello della cassa effettiva- mente introitata, al netto di eventuali fattori straordinari.
Il problema più complesso, però, è nel calcolo del secondo termine di paragone, cioè il gettito che l'Imu può assicurare nel 2012. L'abitazione principale, che non entra nella perequazione con il fondo di riequilibrio perché questa viene calcolata solo sull'Imu divisa a metà fra Stato e Comuni, va calcolata partendo dall'ultimo archivio aggiornato, risalente al 2007 (ultimo anno prima dell'abolizione dell'imposta), che va però aggiornato con un «coefficiente di espansione» per tener conto dell'ampliamento nel numero di immobili intervenuto negli ultimi anni.
Pochi problemi per quantificare i fratti degli immobili rurali strumentali (bisogna riferirsi alla categoria D10 se non si hanno dati diretti), mentre è sugli «altri fabbricati» che si concentrano le novità più importanti. La nuova disciplina, prima di tutto, arriva quasi ad azzerare le assimilazioni all'abitazione principale previste dalla normativa Ici (in pratica rimangono solo le abitazioni non locate possedute da anziani ricoverati in strutture sanitarie), per cui tutto il pacchetto va "trasferito" negli immobili soggetti all'aliquota di base del 7,6 per mille.
Scompaiono dalla disciplina di base anche le agevolazioni facoltative per immobili dati in affitto (libero o a canone concordato), quelle per gli immobili storici e l'abbattimento del 50% per gli immobili inagibili. I calcoli devono poi tener conto del fatto che le entrate crescono anche sul versante dei «terreni agricoli», perché scompare la riduzione per scaglioni prevista dall'articolo 9 della legge Ici, mentre le «aree fabbricabili», quinto è ultimo capitolo del calcolo, vedono cambiare solo l'aliquota di base.
Un ultimo accenno riguarda i «tributi minori», dalla Tosap all'imposta sulla pubblicità, che secondo le istruzioni Ifel sono da considerarsi sottratti al congelamento delle aliquote imposto dal 2008.
FONTE: IL SOLE 24 ORE |
| 1 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| tpa |
Posted - 25/01/2012 : 12:31:28 Ai comuni il 51% di risorse in meno rispetto al 2011. In pratica 5,6 miliardi di tagli. Rischia di essere assai salato il conto che la manovra Monti potrebbe presentare ai sindaci nel 2012. Il sacrificio sarà di certo mitigato dal maggior gettito Imu, su cui però pesano svariate incognite che per il momento rendono non confrontabile la dote dell'imposta municipale con quella assicurata nel 2011 dall'Ici ormai soppressa.
Dalla difficile quantificazione della detrazione sull'abitazione principale al trattamento fiscale delle pertinenze, dalla ripartizione tra stato e comuni del gettito delle seconde case agli effetti che la nuova Imu determinerà sull'addizionale comunale Irpef, sono molteplici i profili di incertezza che fanno brancolare nel buio i primi cittadini.
Le notizie che trapelano dal ministero dell'interno non sono tra le più rassicuranti. Il gruppo di lavoro coordinato dai tecnici del sottosegretario Saverio Ruperto ha iniziato a produrre le prime stime sul fondo di riequilibrio 2012, ossia il fondo, istituito dal federalismo fiscale e alimentato dal gettito dei tributi immobiliari, che assieme alla compartecipazione Iva finanzia i comuni.
L'anno scorso erogò 8,37 miliardi (più 2,89 miliardi a titolo di Iva) ma da quest'anno i due cespiti saranno inglobati in un'unica posta contabile su cui si abbatterà un mix di tagli vecchi e nuovi: i 2,5 miliardi previsti per il 2012 dal dl 78/2010 di Giulio Tremonti e il miliardo e 450 milioni decurtati da Mario Monti.
La prima sforbiciata riguarda solo i comuni con più di 5 mila abitanti, mentre la seconda colpisce anche i piccoli comuni. In entrambi i casi, però, si tratta di tagli secchi, cioè non compensati dal maggior gettito tributario, come accade, invece, per la «regolazione compensativa» prevista dall'art. 13, comma 17, dello stesso decreto Monti per rendere neutrale l'introduzione del nuovo meccanismo di prelievo sugli immobili: per i comuni che con l'Imu avranno un maggior gettito è prevista un'ulteriore detrazione sul fondo, mentre in caso di perdita di risorse sarà previsto un incremento. La partita vale, nel complesso, 1.627 milioni. Infine, dovrà essere prevista una detrazione compensativa (valore stimato: 1.650 milioni) per l'Irpef relativa agli immobili non locati, che non transiterà più per il fondo, ma che i comuni si troveranno nel maggiore gettito Imu.
Altre questioni non secondarie riguardano: il riparto della compartecipazione Iva (circa 2,8 miliardi), che, a differenza dello scorso anno, non verrà più distribuita sulla base del gettito per regione, ma sarà anch'essa inglobata nel fondo; la compensazione del mancato gettito (614 milioni) derivante dall'abolizione delle addizionali energetiche; il recupero della differenza tra certificazione 2010 e ulteriore riduzione 2010 e 2011 per l'Ici degli ex rurali; l'applicazione delle detrazioni per i «costi della politica» previste dall'art. 2, comma 183, l. 191/2009.
Tutti questi passaggi richiedono difficili scelte di metodo su cui i tecnici del Viminale stanno iniziando a porre i primi punti fermi. Il confronto Imu-Ici verrà operato considerando solo gli immobili diversi da prima abitazione e fabbricati rurali strumentali. Le quote compensative dell'ex Ici prima casa saranno consolidate nel fondo, anche se i comuni potranno contare sul gettito Imu relativo alle abitazioni principali.
Nella riunione di giovedì scorso il tavolo tecnico ha anche definito una prima tabella di marcia per l'emanazione dei provvedimenti. I decreti saranno tre (uno per ripartire il taglio del dl 78, l'altro per suddividere il fondo di riequilibrio e l'ultimo per certificare i livelli di virtuosità ai fini degli sconti sul Patto) e non arriveranno prima del 15 febbraio perché, come ammesso dagli stessi tecnici ministeriali, serviranno almeno altre due riunioni prima di poter portare i testi in Conferenza stato-città.
Nel frattempo però, alcune stime, seppur parziali, sui tagli sono state fatte. E come detto, non lasciano dormire tranquilli i sindaci. Senza variazioni compensative, come detto, la riduzione media del fondo di riequilibrio sarebbe pari al 51% dell'ammontare 2011 nei comuni con più di 5 mila abitanti e al 42% nei municipi con meno di 5 mila abitanti. Tenendo conto dei meccanismi compensativi, invece, i tagli oscilleranno tra il 22 e il 37% nei comuni sopra i 5 mila e tra il 12 e il 27% nei mini-enti.
In questo clima di incertezza un aiuto ai comuni arriva dall'Ifel, l'Istituto per la finanza locale dell'Anci che oggi pubblicherà sul proprio sito web una guida per il calcolo semplificato delle risorse disponibili per il 2012. È inoltre prevista per i prossimi giorni la pubblicazione di un vademecum sulla formazione dei bilanci 2012 (il cui termine di approvazione è stato prorogato al 30 giugno dagli emendamenti al decreto milleproroghe) che verrà inviato a tutti i responsabili dei comuni e reso disponibile sul sito dell'Ifel.
FONTE: ITALIA OGGI |
|
|