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Posted - 18/01/2012 : 21:09:06 Patto di stabilità, Imu, Res, imposta di soggiorno, contrasto all'evasione fiscale, fabbisogni standard. Se n'è parlato oggi a Viareggio nel corso dell'XI meeting formativo organizzato da Anci Toscana in collaborazione con Anci per discutere degli ultimi provvedimenti normativi con riflessi di carattere economico finanziario, fino al decreto "Salva Italia" e dei loro effetti sui Comuni toscani.
Il meeting ha visto la partecipazione di oltre 200 persone tra amministratori, dirigenti e funzionari degli enti locali ed esperti della materia. "Quello di oggi è un appuntamento di confronto con i tecnici dei comuni sulle difficoltà applicative delle numerose norme che recentemente si sono succedute - afferma Alessandro Gargani, vicesegretario Anci -.
I Comuni vogliono essere attori della crescita e dello sviluppo dei territori. Da tempo i Comuni hanno contribuito al risanamento della finanza pubblica, ma ci troviamo di fronte ad un sistema troppo rigido che ne penalizza l'autonomia". Venendo alle richieste di Anci, "occorre una revisione delle regole del Patto di stabilità - prosegue Gargani -, chi ha risorse deve poter investire. Oggi metà dell'Imu sulla seconda casa va allo Stato, mentre è giusto che il soggetto che riscuote le imposte possa usare quelle risorse sul territorio, per la crescita e lo sviluppo". Proprio sull'Imu si è concentrato l'intervento di Andrea Ferri, responsabile Entrate Ifel: "Il prelievo sugli immobili è destinato ad aumentare - afferma Ferri - quello che dobbiamo dire ai cittadini è che il 40 per cento circa viene acquisito dallo Stato, quindi la tassazione aumenta ma la quota che viene acquisita dallo Stato riporta i Comuni ad una situazione analoga a quella precedente, anzi inferiore per effetto dei tagli che pure la manovra prevede.
I Comuni non si troveranno cioè a disporre di maggiori risorse. Per questo l'Anci sta valutando l'entità del vero gettito Imu finalizzata a rendere la ripartizione del fondo di riequilibrio più equa e sostenibile. I Comuni da parte loro devono impegnarsi in un'analisi molto approfondita del gettito Imu".
Nel primo pomeriggio spazio all'intervento del presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno: "Ci troviamo in una fase di incertezza normativa, in cui diventa sempre più difficile costruire bilanci in cui ci sia un equilibrio rispetto ai servizi offerti ai cittadini", ha detto Cosimi, che da Viareggio ha rilanciato la proposta Anci: "Fine di tutti i trasferimenti e che l'aliquota di primo e secondo regime rimanga completamente ai Comuni - ha rilanciato Cosimi - altrimenti viene meno la relazione di certezza coi cittadini". A ledere fortemente l'autonomia dei Comuni, a giudizio del presidente di Anci Toscana, sono tre aspetti: "Il Patto di stabilità, le norme che riguardano il rapporto tra spesa corrente e interessi a mutuo, e l'impossibilità di utilizzare i soldi che i Comuni hanno in cassa per investire, "cosa che impedisce di favorire lo sviluppo del territorio".
"C'è una commissione speciale per la modifica del Patto di stabilità, noi non andiamo alla disobbedienza fiscale perché il punto non è infrangere la norma ma fare una battaglia seria per togliere dal tavolo una serie di blocchi agli investimenti.
Chiediamo che i residui passivi possano essere utilizzati in percentuale tra il 5 e 10 per cento così da consentire ai Comuni di riattivare rapporti con le aziende locali. Non è possibile che sul Patto di stabilità non ci si renda conto che fare l'esattore per conto terzi non fa altro che aggravare una relazione negativa, ovvero il fatto che si drenano risorse che poi non ritornano sul territorio". Sono tre insomma le questioni nodali: "L'incertezza normativa, che mette i Comuni virtuosi nella stessa condizione di chi ha fatto il percorso della sofferenza amministrativa, l'urgenza di cambiare il Patto di stabilità altrimenti non è più possibile fare i bilanci dei Comuni, poter tornare a investire, altrimenti non avremo altra possibilità che gestire ciò che è stato deciso altrove, la questione del nuovo assetto delle entrate che così com'è rischia di generare un aumento delle aliquote senza una vera riflessione sugli effetti successivi".
In conclusione, "o cambia qualcosa su questi punti - ha detto Cosimi - oppure ricorreremo ad iniziative straordinarie nei confronti del Governo, altrimenti questo sarà l'ultimo bilancio che con credibilità possiamo presentare ai cittadini" |
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