Nota: E' necessario essere registrati per postare un messaggio. Per registrarti, clicca qui. La registrazione e' gratuita!
T O P I C R E V I E W
piscino
Posted - 28/11/2011 : 21:39:34Finanza locale, ridotti al minimo gli sconti per gli enti virtuosi a causa delle clausole del Patto di Stabilità estivo
Roma, 27/11/2011 - Al momento in cui i Comuni si accingono a preparare i bilanci 2012, sembra diventare sempre più evidente che gli sconti per gli enti virtuosi saranno ben pochi. A dirlo è il Sole 24 Ore della settimana scorsa, secondo il quale, dai numeri della legge di stabilità è emerso che i virtuosi sono ben pochi: alla fine, una volta effettuati tutti i calcoli per individuare gli enti migliori, nella “prima classe di virtuosità” esclusa dal contributo alla manovra finiranno poco più di 2 Comuni ogni 100, e lo stesso accadrà alle Province. Il problema, ancora una volta, sono le risorse: nella virtuosità a costo zero gli sconti ai migliori non riducono il conto complessivo a carico di Comuni e Province, ma si traducono in un inasprimento del conto presentato agli enti locali lontani dalle performance più brillanti.
I numeri diventano chiari con la legge di stabilità, che fissa i parametri da applicare alla spesa corrente media di Comuni e Province per individuare in ogni ente l`obiettivo di bilancio per il 2012. Le norme indicano due gruppi di parametri: il primo (15,6% nei Comuni e 16,5% nelle Province) è quello precedente all'esclusione dei virtuo si, ma pochi commi dopo si trovano le percentuali massime (16°% nei Comuni, 16,9% nelle Province) che andranno applicate dai "non virtuosi" dopo l’esclusione degli enti "migliori" dalla manovra. Si tratta, in pratica, di una clausola di salvaguardia, che impedisce di assegnare obiettivi troppo alti alle amministrazioni che non saranno graziate dalle pagelle ma nei fatti limita drasticamente la platea degli sconti. Se si applicano i parametri medi e quelli massimi alla spesa corrente degli enti, si scopre che le differenze valgono circa 130 milioni per i Comuni e poco più di 40 per le Province: valori che non permettono di escludere dalla manovra più del 2,5% di Comuni e Province.
Questa quota va però intesa nei termini di spazi finanziari, per cui l’inclusione fra i virtuosi di enti più grandi, con bilanci più pesanti, ridurrebbe ulteriormente il numero dei Comuni con il permesso di evitare il contributo alla manovra. L’inclusione fra i virtuosi di un capoluogo di.Regione, in altri termini, toglierebbe spazio a decine di Comuni medio-piccoli. Per capire chi saranno i pochi fortunati, ora occorre che i tecnici dell`Economia si mettano al lavoro sui conti locali più recenti per vergare le pagelle, basate sui quattro indicatori scelti dalla legge di stabilità per l`applicazione immediata: si tratta del grado di autonomia finanziaria, del rispetto del Patto di stabilità negli ultimi anni, della capacità di riscossione e dell’equilibrio fra entrate e uscite correnti. Per gli altri indicatori più complessi partoriti dalla prima manovra estiva, come lìincidenza del personale sulle spese correnti "pesata" a seconda delle esternalizzazioni o il grado di liberalizzazione dei servizi pubblici, l’appuntamento è per ora rinviato al 2013 dalla legge di stabilità, ma in mancanza di strumenti applicativi è facile prevedere un loro tramonto definitivo.