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Posted - 14/10/2011 : 15:48:55 Dal sito ANCI
“E’ stata una discussione ricca, credo che le imprese abbiano capito che noi vogliamo fare un discorso di promozione degli investimenti e di revisione del patto di stabilità per dare più lavoro e sostegno alle imprese”. E’ quanto afferma il presidente dell’Anci Graziano Delrio al termine dell’incontro che Comuni, Province e Regioni hanno avuto oggi a Roma con i sindacati e le parti sociali per discutere dei temi legati allo sviluppo ed alla crescita economica, in vista del decreto legge annunciato dal governo. Dall’altra parte del tavolo erano presenti tra gli altri Confindustria, Confartigianato, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal, Confsal, Abi, Confservizi, Coldiretti e Confederazione nazionale artigianato.
Il presidente dell’Anci si è anche pronunciato sulla posizione assunta da Bankitalia favorevole alla reintroduzione dell’Ici per la prima casa. “Tutto quello che sposta la tassazione dalle persone fisiche e dalle imprese verso gli immobili per noi va bene. Il fatto che lo dica Bankitalia – ha sottolineato Delrio coi giornalisti – mi consola, visto che abbiamo sempre detto che l’abolizione dell’Ici prima casa era sbagliata. La sua abolizione ha tolto certezza finanziaria ai Comuni e la possibilità di avere introiti da nuovi cespiti, il suo effetto netto è stato negativo per le autonomie ed i territori”.
Nel suo intervento davanti ai rappresentanti delle forze economiche e sociali, il presidente dell’Anci ha sottolineato la necessità che il tema dello sviluppo torni al centro del dibattito, al posto di quello sulla riduzione della spesa. “Non perché i Comuni vogliono eludere la questione della spesa: negli ultimi anni abbiamo fatto ampiamente la nostra parte nel risanamento della finanza pubblica, mentre il 95% del debito nazionale arriva dallo Stato”, ha osservato Delrio. Ma perché “la ripresa economica - ha ribadito il presidente dell’Anci - passa sicuramente dal rilancio dei territori” e dalla rimozione degli ostacoli finora incontrati.
In questo quadro, secondo l’Anci la revisione del patto di stabilità gioca un ruolo centrale. “Come sottolineato da Corte dei Conti e Bankitalia, in questi anni il livello degli investimenti locali si è ridotto progressivamente, soprattutto a causa delle regole assurde della finanza pubblica locale”, ha detto Delrio. Il patto di stabilità “con il blocco della spesa in conto capitale, non solo riduce gli investimenti ma dilata anche all'infinito i tempi dei pagamenti nelle poche opere che vengono comunque avviate”.
Da questo punto di vista Delrio ha avanzato per conto dell’Anci due specifiche proposte. Da un lato che “i pagamenti alle imprese vengano considerati al di fuori dei vincoli del patto”; e dall’altro che si “sblocchino definitivamente i residui passivi per ridare ossigeno alle economie locali”. Lo stesso presidente Anci si è detto disponibile “alla vendita del patrimonio immobiliare anche se – ha ammonito – questa misura non può essere vista come la panacea di tutti i mali”.
Durante l’incontro, cui l’Anci era rappresentata anche dal vicepresidente nazionale Enrico Borghi e dal segretario generale Angelo Rughetti, è stato definito un documento congiunto con le ‘prime proposte per la crescita dei territori’.
Tra le proposte che Regioni, Province e Comuni chiedono di condividere con il governo del varo del decreto sviluppo, spicca quella di favorire politiche integrate per il sostegno alle imprese, l’innovazione, la ricerca e l’internazionalizzazione. Sollecitata anche la semplificazione delle procedure amministrative attraverso un impegno chiaro e irreversibile a favore dello sportello unico delle attività produttive anche attraverso l’avvio di un piano di infrastrutturazione tecnologica che renda stabili le semplificazioni amministrative e consenta di ridurre i costi gestionali. Regioni, Province e Comuni condividono anche la richiesta di sbloccare i fondi Fas per utilizzare le risorse disponibili in investimenti per opere e infrastrutturazioni per il Mezzogiorno. |
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