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Posted - 11/07/2011 : 10:59:49 Dal sito ANCI
“I comuni non sono in grado di sostenere questa manovra varata dal governo. L’Ifel ha stimato tagli del 35% al fondo di riequilibrio. Anche l’Anci Puglia è pronta ad una mobilitazione, i comuni pugliesi condividono e sostengono la linea dell’ufficio di presidenza di Anci Nazionale tesa ad interrompere ogni rapporto con il governo in attesa di un urgente confronto con Berlusconi e Tremonti, sull’impatto della manovra per gli enti locali e sulle modifiche sostanziali da porre al provvedimento”. Questo un passaggio della nota diffusa da Anci Puglia in merito ai contenuti ddlla manovra finanziaria.
“Confidiamo nella disponibilità del governo a recepire le richieste dell’Anci – ha dichiarato il presidente Luigi Perrone - e in un ripensamento del decreto in occasione dell’iter di approvazione parlamentare. La tenuta dei conti è emergenza economica reale e indiscutibile, ma bisogna anche pensare ai servizi essenziali, allo sviluppo e alla crescita del Pil”. |
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Posted - 12/07/2011 : 11:49:28 La convocazione urgente di una conferenza unificata straordinaria alla presenza di Berlusconi e del ministro Tremonti in cui poter dimostrare gli effetti che questa manovra comporta sui bilanci dei Comuni. E' questa la condizione ineludibile posta dall'Anci per riprendere il confronto istituzionale con il governo e la collaborazione fin qui assicurata per l'attuazione del federalismo fiscale (il documento approvato). La decisione, emersa dall'Ufficio di presidenza dell'Associazione che si è svolto stamattina a Roma, è stata ufficializzata nel corso di una conferenza stampa cui hanno preso parte il presidente facente funzioni, Osvaldo Napoli ed il vicepresidente vicario e delegato alla finanza locale Graziano Del Rio.
"Riteniamo questa manovra fortemente iniqua perché va a colpire ancora una volta i Comuni che in questi anni hanno dimostrato di fare meglio di altri comparti nel contenimento del debito pubblico", ha ricordato Napoli. "Il taglio del 35% del fondo di riequilibrio è l'antitesi del federalismo che con l'impatto della manovra possiamo dire che è ormai finito", ha osservato il presidente ff. Anci. Per non parlare poi della "pseudo modifica" del patto di stabilità. "Il nostro giudizio non può che essere negativo: dopo anni di battaglie da parte dell'Anci le ultime modifiche rappresentano delle briciole, che di fatto annullano ogni possibile beneficio per i Comuni", ha detto Napoli.
Ancor più critico Delrio che ha parlato della "manovra come la pietra tombale del federalismo che spazza via ogni idea di una sua attuazione". In particolare per Delrio il taglio del fondo di riequilibrio è una palese violazione dei principi costituzionali e degli impegni fin qui assunti dal governo sul federalismo". Il vice presidente Anci si è soffermato poi sugli effetti depressivi della manovra nel settore degli investimenti, già bloccati dalla crisi economica e dai vincoli del patto di stabilità.
"Alla fine del prossimo biennio avremo un taglio di 5,5 miliardi per il nostro comparto che è quello in cui si concentra il 50% della spesa produttiva del Paese", ha sottolineato il sindaco di Reggio Emilia stigmatizzando la politica dei 'tagli lineari' seguita ancora una volta dal governo.
Lo stesso Delrio ha poi annunciato una novità dell'ultim'ora che conferma l'atteggiamento 'sordo' dell'esecutivo nei riguardi dei Comuni: nel testo della manovra economica predisposta dal Governo, al momento, è saltata la norma cosiddetta 'salva cassa', nonostante gli impegni formalmente assunti la scorsa settimana in Conferenza Stato-Città. "Questa decisione, ancora una volta in forte antitesi verso il federalismo, mette seriamente a rischio il pagamento degli stipendi dei dipendenti ed il rispetto dei contratti", ha denunciato Delrio. "La verità è che stanno rimettendo in piedi un centralismo che non tiene conto di quello che pensano i Comuni, che sono sempre stati la spina dorsale del Paese", ha concluso il vice presidente Anci. |
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Posted - 11/07/2011 : 11:00:59 “Fino al 2012, tirando la cinghia, la situazione è sostenibile. Poi si psera in un mondo migliore”. Risponde così il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, a chi gli chiede se con i tagli della manovra il federalismo non sia ormai defunto. In un’intervista al Corriere della Sera, Calderoli ammette che esiste un problema legato ai criteri di virtuosità per gli enti locali inseriti nella manovra: “Non bisogna fare sciocchezze. Già in passato, con le regole sui virtuosi, sono stati dati soldi agli spendaccioni. I criteri – sostiene – dovranno essere chiari, con un ordine di priorità e con un peso specifico. E saranno le stesse regole che inseriremo nel decreto su premi e sanzioni del federalismo fiscale”.
Il Ministro non ha esitazioni neanche quando si parla del taglio al fondo di riequilibrio: “L’ho detto subito – afferma – è incostituzionale toccare quei soldi, sono delle autonomie locali. I tagli si possono fare benissimo lo stesso, secondo le fasce di virtuosità che avremo definito, senza inpattare sui conti pubblici”. |
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