| T O P I C R E V I E W |
| vincenti |
Posted - 29/06/2011 : 15:39:40 Dal sito civicasrl.it
PENALITA' IN CASO DI ELUSIONE DEL PATTO.
Stop ad ampio raggio alle manovre elusive del patto di stabilità, che vengono considerate nulle e possono costare 10 mesi di indennità agli amministratori che le hanno decise e tre mesi di stipendio ai responsabili del servizio finanziario.
Ristrutturazione delle sanzioni per chi sfora, con i tagli ai trasferimenti che vengono spostati sul fondo di riequilibrio a cui il decreto sul federalismo municipale assegna il compito di sostituire da quest'anno i vecchi assegni statali; conferma dell'estensione ad ampio raggio dei tetti alla spesa di personale, che oltre agli enti locali si applicano considerando anche un'ampia fetta di partecipate. Sono le novità principali dirette ai sindaci nelle bozze circolate ieri della manovra, nell'attesa che prendano corpo anche le nuove misure sui tagli ai costi della politica e sul restyling del patto di stabilità diretto a premiare le amministrazioni virtuose. Su quest'ultimo punto l'accordo politico è stato raggiunto, come confermato dal leader leghista Umberto Bossi; l'intesa andrà ora messa nero su bianco nel decreto atteso domani a Palazzo Chigi.
Per ora viene definita meglio la clausola antielusiva per il patto. Insospettiti dal bassissimo numero di enti che ogni anno risultano sforare i vincoli, e confermati nelle loro perplessità da più di un'ispezione della Ragioneria, i tecnici di Via XX Settembre hanno deciso di mettere nel mirino i maquillage contabili e organizzativi che servono a mostrare un rispetto formale del patto, mentre la realtà va in tutt'altra direzione.
La clausola è divisa in due capitoli. Il primo è indifferenziato, e prevede la nullità di tutti «gli atti che si configurano elusivi» delle regole del patto. Nella tagliola possono finire le esternalizzazioni fittizie, i trasferimenti di residui passivi (accompagnati da concessioni di credito) alle partecipate, e strumenti come il leasing sempre più utilizzati per portare fuori dai bilanci voci di spesa e indebitamento importanti.
Quando poi la Corte dei conti si accorge che il rispetto del patto dipende da errate contabilizzazioni, per esempio dal rigonfiamento degli accertamenti in entrata, o da altre manovre elusive, oltre alla nullità scatteranno anche le sanzioni: fino a 10 volte l'indennità mensile per gli amministratori, e fino a tre mesi di retribuzione per i responsabili dei servizi finanziari.
Modifiche in vista inoltre per i tetti alle spese per i dipendenti. Se un sindaco ha un costo del personale superiore al 40% delle spese correnti, oltre il quale non potrà fare nuove assunzioni, si dovrà ora tenere conto delle «spese sostenute anche dalle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgono funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale né commerciale». A meno che non si tratti di Spa quotate. E sempre a proposito di società viene semplificata la vita ai Comuni che associandosi superano i 30mila abitanti: stando alla bozza potranno costituirle senza aspettare il decreto degli Affari regionali.
Novità infine anche per Roma capitale. Potranno essere considerate parte della gestione corrente (e quindi non di quella commissariale) non solo le entrate successive al 2008 ma anche quelle antecedenti se accertate entro fine 2007.
FONTE: IL SOLE 24 ORE |
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| 85st |
Posted - 07/07/2011 : 21:29:27 Chiediamo il ritiro dello schema di decreto legislativo sui premi e le sanzioni agli enti locali nell’ambito del federalismo fiscale”.
Così il sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali, Alessandro Cosimi, ha espresso la posizione dell’Anci davanti alla Commissione Bilancio della Camera. A rappresentare l’Associazione, insieme con Cosimi, il vicesindaco di Torino e assessore al Bilancio Gianguido Passoni. L'Ufficio di presidenza dell'Anci ha oggi dichiarato la sospensione dalla partecipazione ad ogni attività ed iniziativa relativa all'attuazione del federalismo fiscale, "che possiamo considerare oggi defunto grazie alla manovra".
Dopo aver consegnato un documento con le proposte emendative più volte ribadite dall’Anci, Cosimi ha spiegato che i Comuni non si sottrarranno mai ad una riflessione condivisa che porti a incentivi per una maggiore virtuosità degli enti locali, ma il provvedimento così come è compilato oggi non può essere accettato: abbiamo rilevato molte questioni atipiche rispetto all’attuale ordinamento e alla definizione dei criteri di virtuosità |
| vincenti |
Posted - 03/07/2011 : 18:02:38 SCONTI SUL PATTO SOLO AI MERITEVOLI.
Un mini-sconto, possibile ma non certo, da 200 milioni nel 2012, l'esclusione dai tagli a trasferimenti e fondo di riequilibrio a partire dal 2013 e, solo per i migliori, l'uscita totale dal contributo alla finanza pubblica, sempre dal 2013.
È il menu in tre tappe allestito dall'ultima bozza della manovra per gli enti locali «virtuosi», che accoglie in parte le richieste degli amministratori ma si inserisce in un quadro lontanissimo dalle speranze di un recupero generalizzato dei vecchi tagli. Le pagelle saranno fondate su nove indicatori: rispetto del patto negli ultimi tre anni, incidenza della spesa in conto capitale e di quella di personale, «situazione finanziaria» dell'ente (da chiarire), spesa per auto blu, uffici di rappresentanza, autonomia finanziaria, tasso di copertura della spesa per mense, asili e altri servizi a domanda individuale e impegno dimostrato nella lotta all'evasione fiscale. Saranno questi parametri, almeno fino a quando l'entrata a regime del federalismo fiscale non ridisegnerà alle basi il patto di stabilità, a distinguere gli enti locali, a distinguere gli enti locali in quattro «classi di virtuosità». Ai bravissimi sarà riservato il trattamento migliore, fatto di esclusione sia dai tagli sia dal contributo aggiuntivo alla manovra, mentre a chi è solo bravo sarà chiesto di partecipare al risanamento della finanza pubblica ma senza le sforbiciate introdotte con la manovra 2010 ed estese dal provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei ministri.
La cura tradizionale, composta da tagli e richieste di miglioramento dei saldi, si concentrerà sugli enti delle ultime due «classi», anche se non è ancora precisato se i mediocri saranno trattati meglio dei peggiori.
Il doppio binario della finanza locale, insomma, debutta ufficialmente, anche se sarà un decreto dell'Economia a mettere in classifica le gestioni dei sindaci. L'identikit del «virtuoso» disegnato dai parametri è quello di un ente che preme sugli investimenti, ha pochi dipendenti e un basso livello di spesa per stipendi, e grazie all'alto tasso di entrate proprie (autonomia finanziaria) riesce a coprire i costi dei servizi. Questo, almeno, nelle intenzioni, anche se è facile prevedere che sui parametri si apriranno discussioni accese.
Alcuni, come la «situazione finanziaria», hanno un bisogno oggettivo di essere meglio definiti, anche se è probabile che la lente punterà soprattutto sull'equilibrio fra entrate e uscite correnti, senza il ricorso a entrate straordinarie (oneri di urbanizzazione e dismissioni) e alle anticipazioni di cassa per far quadrare i conti. Altri, invece, rischiano qualche effetto collaterale nell'applicazione ai singoli casi concreti: il parametro sul personale, per esempio, si intreccia con il problema consueto delle esternalizzazioni, perché favorisce chi porta fuori dal perimetro del Comune servizi labour intensive (lo stesso nodo riguarda i tetti alla spesa di personale fissati nel 2010).
Il tasso di autonomia finanziaria, poi, cresce anche aumentando le aliquote dei tributi locali, mentre la spesa in conto capitale può crescere in termini di impegni ma, soprattutto con i vincoli attuali, rischia spesso di non tradursi in pagamenti effettivi.
FONTE: IL SOLE 24 ORE |
| 85st |
Posted - 30/06/2011 : 21:24:01 Multe salate per gli amministratori che eludono le regole. Ma il Ministro Bossi garantisce: i comuni virtuosi rientreranno in possesso del proprio denaro. Lo prevede la manovra correttiva domani all’esame del Governo
In arrivo novità sul Patto di stabilità interno. Secondo alcune disposizioni contenute nella bozza della manovra in via di definizione da parte del Governo, che sarà varata domani, si prevedono, tra l'altro, un'ulteriore stretta sulle assunzioni degli enti locali e multe salate per gli amministratori che eludono le regole del Patto di stabilità interno. Ma c’è anche il lato positivo.
Il Ministro per le riforme, Umberto Bossi, rientrando alla Camera al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli, ha affermato: “A noi interessava innanzitutto il Patto di stabilità in maniera da consentire ai comuni che hanno un sacco di miliardi di poterli spenderli. Siamo riusciti a modificare il Patto di stabilità per i comuni virtuosi”. Tornando alle bozze che ieri circolavano, per quanto riguarda le sanzioni per gli amministratori che mettono in atto pratiche elusive del Patto di stabilità interno, la bozza prevede che “qualora le sezioni giurisdizionali della Corte dei conti accertino che il rispetto del Patto di stabilità interno è stato artificiosamente conseguito mediante una non corretta imputazione delle entrate o delle uscite ai pertinenti capitoli di bilancio o altre forme elusive, le stesse irrogano agli amministratori che hanno posto in essere atti elusivi delle regole del Patto di stabilità interno, la condanna ad una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di 10 volte l'indennità di carica percepita al momento di commissione dell'elusione e, al responsabile del servizio economico-finanziario, una sanzione pecuniaria fino a 3 mensilità della retribuzione al netto degli oneri fiscali e previdenziali”.
Non solo, i contratti di servizio e gli altri posti in essere dalle regioni e dagli enti locali che si configurano “elusivi” delle regole del patto di stabilità interno sono “nulli”. C'è poi in arrivo un'ulteriore stretta sulle assunzioni negli enti locali: per calcolare il 50% dell'incidenza delle spese di personale sulle spese correnti oltre il quale scatta il divieto di procedere ad assunzioni dovranno essere conteggiate anche “le spese sostenute dalle società a partecipazione pubblica locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di servizi pubblici locali senza gara, ovvero che svolgono funzioni volte a soddisfare esigenze di interesse generale aventi carattere non industriale né commerciale, ovvero che svolgono attività nei confronti della pubblica amministrazione a supporto di funzioni amministrative di natura pubblicistica”. |
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