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T O P I C R E V I E W
vincenti
Posted - 06/05/2011 : 14:11:08Dal sito Anci
“Ripensare l’intera filosofia del decreto sulle sanzioni e le premialità per gli amministratori locali”. E’ questo l’invito al governo arrivato oggi da parte dell’Anci, nel corso di un incontro con i ministri Roberto Calderoli e Raffaele Fitto (Semplificazione e Affari regionali) sul testo dell’ottavo decreto attuativo del federalismo fiscale.
A fronte delle osservazioni poste dall’Anci, rappresentata dal sindaco di Livorno e coordinatore delle Anci regionali Alessandro Cosimi, il ministro Calderoli ha risposto con l’invito alla formulazione di emendamenti scritti entro il termine del prossimo 18 maggio, data in cui verrà convocata una Conferenza Unificata straordinaria sul tema.
“Non proporremo emendamenti ma un totale cambio di filosofia rispetto all’attuale impostazione del testo – ha ribadito Cosimi – poiché è evidente che, così come è formulato, il decreto priva gli enti locali di qualsivoglia autonomia: se alla molte sanzioni e ai pochi premi previsti dal decreto si aggiunge il fatto che i Comuni, per via del Patto di stabilità, sono già chiamati a realizzare avanzi di amministrazione, pena ulteriori sanzioni, è evidente che così facendo i Comuni perderebbero ogni autonomia”. Secondo Cosimi “nel testo del decreto sparisce lo spirito con il quale si è arrivati all’approvazione della legge delega sul federalismo fiscale , realizzandosi invece un sistema che, prevedendo eccessive sanzioni e pochi premi, denota piuttosto un certo strabismo delle istituzioni”. Entrando nel dettaglio, l’esponente dell’Anci espone perplessità riguardo “l’istituto dell’inventario di fine mandato, previsto per Province e Comuni: per come viene definito, si tratta di un elemento che non potrà che connotarsi come strumento di battaglia e speculazione politica, piuttosto che come reale mezzo per verificare la virtuosità delle amministrazioni”. Sulle sanzioni che colpirebbero poi i Comuni in dissesto, Cosimi fa notare: “E’ chiaro a tutti che il dissesto di un Comune non dipende mai in modo esclusivo dall’ultima amministrazione che lo ha governato. Inoltre si rischia di creare una situazione per cui nessuno dichiarerà mai questo dissesto, e i costi sociali potrebbero essere molto alti”.
Infine il primo cittadino afferma che “la norma sul ‘fallimento politico’ degli amministratori è inaccettabile, e la causa di ineleggibilità andrebbe semmai circoscritta alla verifica di una responsabilità diretta dell’amministratore”.
Il rappresentante dell’Anci ribadisce dunque che “i Comuni e gli enti locali tutti sono pronti a prendersi le proprie responsabilità, e lo hanno dimostrato da tempo. Ma un decreto come quello redatto oggi dal governo crea una lente di ingrandimento eccessiva su questi enti, impostando un sistema solo punitivo e non premiante”. Da qui la richiesta di un “cambio di filosofia per tutto l’impianto del decreto”. (mv)