| T O P I C R E V I E W |
| antonello |
Posted - 27/10/2010 : 10:57:28 Vista la necessità di procedere alle previsioni 2011, e considerata la norma di cui all'art. 14 c. 2 della L.122/2010 di conversione del D.L. 78 del 31/5/2010 che prevede dei rilevanti tagli ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti, può essere sostenibile (ed eventualmente sapere dove è possibile reperire documentazione in merito)il taglio di circa 30 euro ad abitante previsto dall'Ifel ? Grazie e Buona giornata |
| 1 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| comunedilipomo |
Posted - 27/10/2010 : 12:18:08 in teoria per i comuni piccoli ( penso 5.000 a 10.000,00) dovrebbe essere di meno ma nulla è certo.La conferenza stato città dovrebbe decidere.
riporto comunicato anci
http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=9458&IdDett=26358
Bilanci - Rughetti: “Difficile programmare il 2011 senza risorse e senza dati sui trasferimenti”
[26-10-2010]
di Angelo Rughetti*
Dai contatti quotidiani con i Comuni Italiani emerge ogni giorno con maggiore nettezza la difficoltà oggettiva in cui versano gli amministratori locali alle prese con la predisposizione delle prime stime per l’approvazione dei bilanci di previsione dovuta ad una assoluta mancanza di risorse e ad una assoluta mancanza di certezza sui numeri. Infatti se dal punto di vista macro economico la situazione è abbastanza chiara e i 5,5 miliardi di trasferimenti tagliati sono facilmente individuabili (1,5 dei comuni e 4 delle regioni), i numeri dei singoli comuni sono difficilmente calcolabili. Infatti manca ancora il decreto sulla ripartizione dei tagli nazionali, mancano le decisioni regionali sui tagli che le singole regioni opereranno e mancano le modalità di riparto dei tributi erariali immobiliari che saranno devoluti ai comuni nel 2011 in sostituzione dei trasferimenti. L’insieme di queste condizioni rende sostanzialmente impossibile fare una previsione di spesa. A questo dovrebbe aggiungersi la revisione delle regole del patto di stabilità in corso di lavorazione che rendono ancora più indefinito il perimetro dentro il quale ci muoviamo. Resta forte la necessità di dare ai comuni maggiori risorse sottoforma di vecchi conti in sospeso (ICI prima casa 2008), sottoforma di una spostamento dei tagli ai trasferimenti all’anno 2012 o sottoforma di una maggiore autonomia fiscale oggi sterilizzata. Questo va accompagnato con un nuovo patto di stabilità meno rigido che si avvicini sempre più e meglio alla realtà dei singoli comuni a cominciare da quelli virtuosi.
|
|
|