| T O P I C R E V I E W |
| carla |
Posted - 13/10/2010 : 12:44:53 Su "il sole 24ore" e su italia oggi del 12.10.2010 sono stati pubblicati due articoli relativi all'IVA per il servizio idrico. Si fa riferimento al parere 104/E dell'Agenzia delle entrate per il quale si ritiene che le somme ricevute dal comune da parte del gestore del servizio idrico, a titolo di rimborso degli oneri connessi all'ammortamento dei mutui debbano essere assoggettate all'IVA del 20%. Alcuni comuni della nostra AATO avevano già "provato" a fatturare ciò, ma innescando una annosa questione che ha visto anche la restituzione delle fatture da parte del gestore. Voi conme vi state comportando in merito? |
| 4 L A T E S T R E P L I E S (Newest First) |
| tpa |
Posted - 13/10/2010 : 21:06:29 quote: Originally posted by comunedilipomo
vai su rassegna stampa di piscino, asmez, pag 22 "Nel servizio idrico l'aliquota è al 20%"
http://www.piscino.it/file/rassegna/rassegna101012a.pdf
ma qui c'è solo l'articolo di italia oggi e quello del sole? grazie a tutti voi. |
| Monti |
Posted - 13/10/2010 : 17:00:51 ... qui trovi la risoluzione dell'Agenzia delle entrate
http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/8b793b00444622daad45ef536ed3dbc9/risoluzione+104e.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=8b793b00444622daad45ef536ed3dbc9
e di seguito ti riporto un parere in materia espresso ancora nel LUGLIO 2009.
Nel corso delle ultime settimane abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di diversi Comuni circa un comportamento fiscale a nostro avviso improprio di XXXXX, uno dei gestori del Servizio Idrico Integrato della provincia di xxxxxx.
E’ in effetti avvenuto che, in relazione alle somme percepite dai Comuni a fronte della concessione delle proprie reti ad xxxxx, quest’ultima abbia ritornato ai Comuni le fatture da questi emesse, sul presupposto che si tratta di operazioni escluse da Iva.
Sul punto corre in primo luogo l’obbligo di sottolineare le incoerenze della normativa di riferimento (incoerenze riprese dalla Convenzione stipulata tra l’AATO di xxxxxx e i gestori del S.I.I.): mentre il primo comma dell’art. 153 del Dlgs 152/06 sancisce la gratuità delle concessioni d’uso delle reti, il secondo comma dello stesso articolo prevede la corresponsione ai Comuni di importi a copertura dell’ammortamento dei mutui.
All’incoerenza della normativa di riferimento si deve, con ogni probabilità, il fatto che la gran parte dei Comuni italiani ha ravvisato, nelle somme ricevute dal gestore, la natura di corrispettivo per l’affidamento delle reti del S.I.I.
Una tale soluzione, in sé del tutto legittima e prudente, costituisce per altro verso l’unico strumento a disposizione degli enti locali per evitare il rischio di dover autofatturare al valore di costo i beni/servizi afferenti il S.I.I. per i quali l’ente l’ente ha detratto l’Iva o all’atto dell’acquisto, oppure successivamente, in sede di lavori manutentivi/incrementativi.
In entrambi i casi, in effetti, l’ipotesi di gratuità dell’affidamento potrebbe configurare una destinazione dei beni a finalità estranee all’esercizio dell’attività, che va assoggettata ad Iva ai sensi dell’art. 2, secondo comma, del Dpr. 633/72 (nel secondo caso, peraltro, l’assoggettamento ad Iva resta limitato al valore dei lavori incrementativi).
Sul presupposto, poi, che si tratti di destinazione a finalità estranee a titolo definitivo, la base di calcolo per l’applicazione dell’Iva è costituita dal costo dei beni e/o dei lavori acquisiti; dopodiché, l’assoggettamento ad Iva si realizza attraverso l’emissione di un’autofattura.
Va aggiunto, a questo punto, che nella generalità dei casi il debito Iva che scaturisce da un’autofattura quantificata in base al valore di costo dei beni/servizi oggetto di concessione gratuita è assai rilevante, ed in alcuni casi addirittura insostenibile per l’ente locale.
Alla luce delle considerazioni sopra riportate, la soluzione di considerare il rimborso dei mutui come corrispettivo dell’affidamento delle reti diventa per così dire obbligata.
Una volta acquisita la natura corrispettiva del provento introitato dal Comune, è agevole – quantomeno nel caso di esercizio, nel periodo precedente l’affidamento, di una attività che fosse stata assoggettata ad Iva da parte dei singoli Comuni e che avesse dunque consentito loro di detrarre l’Iva sui costi di realizzazione/manutenzione delle reti – constatare la sussistenza degli altri tre presupposti per l’assoggettamento ad Iva del provento stesso.
Per quel che riguarda, in particolare, l’eventuale natura pubblicistica ed autoritativa dell’affidamento (ciò che farebbe assumere al Comune la veste di pubblica autorità, con conseguente – ed automatica – disapplicazione dell’Iva) va precisato che tanto la prassi ministeriale domestica che la giurisprudenza della Corte di Giustizia CE hanno ormai inquadrato l’istituto della concessione di servizi pubblici in un’ottica contrattualistica, privilegiandone gli aspetti economico-sostanziali in luogo di quelli giuridico-formali.
In conclusione, e sinteticamente, il provento introitato dai Comuni a fronte dell’affidamento delle reti deve essere assoggettato ad Iva.
L’imposta, naturalmente, non è ricompresa nell’importo versato al Comune, ma deve essere addebitata (dal Comune) e pagata (dal gestore) in aggiunta.
Non può dunque essere condiviso il comportamento in più occasioni adottato dal gestore xxxxx, anche perché non risulta essere mai stato motivato in modo analitico.
Ancor meno condivisibile, poi, risulta la prassi addottata dalla società di restituire ai Comuni le fatture emesse.
Mi permetto precisare che, nell’occasione, ogni ostacolo potrà essere agevolmente superato attraverso l’invio delle fatture a mezzo plico raccomandato r.r.
Se ciò avverrà, il Comune avrà in ogni caso maturato il diritto al pagamento (anche) dell’Iva, a prescindere dal comportamento adottato da xxxxxx.
Corre da ultimo l’obbligo di sottolineare che, se fosse acquisita la certezza del mantenimento della detrazione dell’Iva sugli acquisti – al di fuori, dunque, di ogni ipotesi di autofatturazzione, la soluzione preferibile sarebbe quella della detassazione dei proventi de quo.
In questa ottica, nei primi giorni di giugno ho elaborato, e inviato all’Agenzia delle Entrate, un documento di riepilogo dei possibili scenari che – a legislazione vigente – potrebbero portare alla detassazione degli affidamenti, ferma restando la detrazione dell’Iva sugli acquisti.
L’Agenzia delle Entrate sta valutando la praticabilità (in termini, ovviamente, di compatibilità con la legislazione Iva nazionale e comunitaria) delle ipotesi proposte.
Se l’esito sarà negativo si dovrà inevitabilmente ricorrere a soluzioni normative (rispetto alle quali l’Agenzia ha peraltro già preannunciato la propria disponibilità)
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| comunedilipomo |
Posted - 13/10/2010 : 14:55:18 vai su rassegna stampa di piscino, asmez, pag 22 "Nel servizio idrico l'aliquota è al 20%"
http://www.piscino.it/file/rassegna/rassegna101012a.pdf
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| tpa |
Posted - 13/10/2010 : 14:40:47 su il sole non sono riuscito a trovare l'articolo. |
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