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T O P I C R E V I E W
vincenti
Posted - 10/10/2009 : 12:20:38 Da italiaoggi:
Grandi manovre sulla fiscalità locale. Per le casse degli enti potrebbero arrivare presto novità positive dai tavoli tecnici che in queste ore si susseguono a Roma.
E le buone notizie non riguarderebbero solo l'Ici prima casa, su cui, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, sembra che i conti stiano dando ragione ai sindaci che lamentano 1,2 miliardi di euro di rimborsi in meno rispetto alle stime governative. Potrebbe presto arrivare a soluzione anche un altro problema che rischia di avere effetti devastanti sui conti dei grandi comuni (sopra i 50 mila abitanti) e delle province. Si tratta dei trasferimenti erariali stanziati fino al 2007 e mai erogati su cui si sta abbattendo la mannaia della perenzione. L'annuncio dell'avvio di un tavolo tecnico per mettere a punto un piano di salvataggio di questi fondi è arrivato dal sottosegretario all'interno Michelino Davico intervenuto alla seconda giornata dell'assemblea Anci di Torino. "Stiamo lavorando per evitare che questi vecchi trasferimenti, che i comuni sopra i 50 mila abitanti e tutte le province hanno diritto ad incamerare, non vadano persi", ha detto il sottosegretario. "Cercheremo di trovare una soluzione, anche se non sarà semplice perché si tratta di una cifra considerevole". Davico non l'ha quantificata, ma secondo quanto risulta a ItaliaOggi, potrebbe aggirarsi intorno ai 5 miliardi di euro. Troppo per poter essere pagata subito dal ministero dell'economia.
Più probabile che venga studiato un piano di rientro pluriennale (anche se nel frattempo matureranno gli interessi legali ndr) che consenta allo stato di onorare gli impegni con gli enti locali. Ma perché i trasferimenti ai grandi comuni e alle province sono a rischio? Dal 2002 al 2007 i contributi erariali sono stati effettivamente versati (con il sistema delle tre rate) solo ai comuni con meno di 50 mila abitanti. Per le province e i comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti si applicavano le disposizioni introdotte dall'art. 47, comma 1, della legge n. 449/1997 (legge finanziaria 1998), che subordinavano i pagamenti a carico del bilancio dello stato al raggiungimento di determinati limiti di giacenza nei conti di tesoreria.
In pratica le erogazioni scattavano solo se le disponibilità liquide degli enti si riducevano al di sotto di una certa percentuale stabilita, di anno in anno, per le singole categorie di enti, con decreto del ministero dell'economia, in misura compresa tra il 10% e il 20% dell'assegnazione di competenza. Tale regime di controllo dei flussi di tesoreria degli enti locali non è stato confermato dalla legge finanziaria per il 2008 ed è dunque cessato. Dal 2008, perciò, a tutti gli enti locali si applica il regime delle rate. Ma questo non risolve il problema per gli anni precedenti, perché dopo tre anni per i fondi non utilizzati scatta la perenzione. Una conseguenza nefasta che ha ormai colpito i trasferimenti fino al 2006 e che tra qualche mese colpirà anche quelli del 2007. Di qui la necessità di convocare subito un tavolo tecnico a cui hanno partecipato gli esperti del ministero dell'interno e dell'economia e i sottosegretari Michelino Davico e Giuseppe Vegas. Al Viminale, in queste ore, si lavora anche su altri fronti.
Con il disegno di legge finanziaria per il 2010 che si appresta a iniziare l'iter parlamentare, il ministero dell'interno si sta adoperando affinché venga rifinanziato anche l'anno prossimo il fondo per i piccoli comuni che hanno una percentuale di anziani e bambini superiore alla media. Si tratta di 100-120 milioni di euro, poca cosa se paragonata ai trasferimenti a rischio e ai rimborsi Ici, ma pur sempre una boccata d'ossigeno per i mini-enti.